Da Scaletta Zanclea!
Come cittadini colpiti dall’alluvione, come precari senza diritti, oggi ancora più precari dopo il disastro dell’1 ottobre, annunciato già dall’alluvione del 2007, che ha colpito le nostre terre, le nostre popolazioni, siamo vicini e partecipi alle lotte della rete NO PONTE.
Nelle ultime due manifestazioni contro il ponte siamo riusciti a portare in piazza cittadini della riviera jonica messinese, che nello spazio temporale di una notte, primo OTTOBRE 2009, si sono visti crollare letteralmente addosso il mondo che li circondava. Nella piena autonomia ed indipendenza dal potere politico trasversale protestiamo e lottiamo per la difesa e messa in sicurezza del nostro territorio. Nel nostro percorso abbiamo incontrato naturalmente la rete NO PONTE, i cui obiettivi sono simili ai nostri; basterebbe ricordare la parola d’ordine: i soldi del ponte per la messa in sicurezza dei territori, che racchiude la necessità di saldare in unico movimento (nel rispetto delle varie anime che lo compongono) vari settori sociali che lottano contro lo stato di cose presenti, contro la precarietà dei territori, contro la precarietà delle esistenze. A differenza di qualche comitato degli alluvionati pseudo liberi dalla politica e chiusi nel loro miope campanilismo, noi pensiamo che dobbiamo unificare le lotte presenti nei territori, contro i comuni devastatori.
In questo momento, pur non potendo essere fisicamente presenti per motivi di trasporto, siamo presenti al vostro fianco nel giorno che ricorda il compagno Franco Nisticò morto in seguito ad un malore sul palco della manifestazione del 19 dicembre a Cannitello e lasciato solo a morire dalle istituzioni e da quel governo, che si è riempito sempre la bocca con la parola “sicurezza”, senza che gli organi preposti alla “sicurezza” intervenissero tempestivamente con gli adeguati strumenti medici per tentare di salvargli la vita.
Saremo presenti materialmente al vostro fianco, aprendo una sottoscrizione nei nostri paesi per supportare tutte le iniziative legali per la “Verità sulla morte di Franco Nisticò”.
Concludiamo questo breve scritto ricordando per l’ennesima volta le parole finali del comizio di Franco:
“… i tanti problemi del nostro territorio, il dissesto idrogeologico, i giovani, il lavoro, non hanno bisogno di divisione, ma hanno bisogno di unità. Dobbiamo lottare con forza e tutti insieme sconfiggere chi marcia contro. E allora la speranza siamo tutti noi, vecchi giovani, per dare insieme una speranza a questa Calabria abbandonata da tutti.”
E a questa Sicilia e alle popolazioni meridionali che devono rialzare la schiena…, ci permettiamo di aggiungere.
Francesco Aloisi e Giacomo Di Leo, per il Comitato NO FRANE, della riviera jonica messinese
