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SOLIDARIETÀ AL MOVIMENTO NO TAV. LIBERI TUTTI!
Gli arresti e le perquisizioni di ieri, in seguito ai fatti del 3 luglio in Val di Susa, rappresentano l’ennesima svolta autoritaria e il tentativo di punire, dividere e criminalizzare il popolo resistente no tav. D’altra parte la stretta repressiva del governo - come unico momento di (non) confronto con chi ogni giorno lotta per una società lontana dalle dinamiche mafiose, speculative e clientelari - non sorprende ormai nessuno. Il movimento val susino, composto da soggettività molteplici, ha come obbiettivo unitario la costruzione di un futuro migliore e si batte contro l’opprimente dittatura delle banche, guardando alla connessione delle lotte come unica via per uscirne. La rete no ponte esprime, quindi, vicinanza a tutti i compagn* che in questi giorni subiscono l’ingiustizia e l’arroganza del potere."

ReteNoPonte - Comunità dello Stretto



IMMAGINIAMO UN FUTURO FELICE / RIFIUTIAMO L’INCUBO CHE CI VIENE OFFERTO
Oltre 500 persone hanno partecipato al corteo messinese per la cittadinanza universale e contro il razzismo. La manifestazione, indetta dal Comitato 18 dicembre, si è svolta nell’ambito della giornata mondiale dei migranti indetta dal Forum Sociale Mondiale di Dakar ed ha agitato una piattaforma condivisa che chiede, tra le altre cose, la cancellazione della Legge Bossi-Fini, il riconoscimento della cittadinanza per chi nasce in Italia e il rilascio del permesso di soggiorno per chi ha partecipato alla “sanatoria truffa”. La rabbia per l’uccisione a Firenze, da mano fascista, di Mor Diop e Modou Samb è stato il sentimento prevalente per tutto il corteo e forte è stato il protagonismo della comunità senegalese. La difesa dal razzismo e il diritto a poter scegliere dove e come costruire il proprio futuro hanno convissuto con i temi legati alla difesa del territorio e alla battaglia per i beni comuni. La cancellazione della Stretto di Messina Spa e la rescissione del contratto con Impregilo sono stati indicati come l’obiettivo principale del movimento no ponte affinchè si chiuda definitivamente la partita e si utilizzino le risorse destinate alla devastante infrastruttura per la messa in sicurezza del territorio. I temi della lotta contro la precarietà e per la difesa del welfare sono stati sottolineati dall’affissione sulle inferriate della Banca d’Italia di uno striscione con lo slogan “O la Borsa o la vita / people before profit”, ad indicare che, se il lavoro sociale, le vite di tutti e le politiche governative (tutte) sono oggi sottomesse ai flussi finanziari e comandati dai signori della finanza, non sarà possibile difendere le condizioni materiali di vita di milioni di persone se non si disconoscerà il debito e si procederà ad una forte redistribuzione sociale della ricchezza. Di fronte al Municipio di Messina è stato, inoltre, esposto uno striscione che recava la scritta “Dimissioni” ed invitava Sindaco, Giunta e Consiglio Comunale a togliere il disturbo per manifesta incapacità ad affrontare i problemi che il territorio vive. In particolare, al sindaco Buzzanca che minaccia di chiedere un risarcimento danni per la mancata costruzione del Ponte sullo Stretto diciamo che sarà la città a chiedere un risarcimento a chi, incapace di immaginare un futuro felice, ha fatto inseguire a tutta la comunità un incubo devastante. Nel corso del tragitto, terminato davanti alla Prefettura con gli interventi delle comunità di migranti, è stato realizzato un collegamento telefonico con il lavoratori dei cantieri navali di Trapani che, sotto minaccia di licenziamento, hanno deciso di occupare, ad oltranza, la nave che avevano in lavorazione. Dal corteo a loro un applauso di incoraggiamento a continuare la lotta. Da loro al corteo i migliori auguri per la riuscita della manifestazione.

Comitato 18 dicembre



LA RETE NO PONTE IN PIAZZA IL 18 DICEMBRE
Il 18 Dicembre, giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti (promossa dal forum sociale mondiale di Dakar), in tutto il mondo si manifesterà per i diritti umani, sociali e politici affinché ogni cittadino del pianeta possa decidere dove e come costruire il proprio futuro. La Rete No Ponte aderisce alla giornata di mobilitazione per ribadire la propria opposizione allo sperpero di denaro pubblico e alla devastazione dell’ambiente che accompagnano la più inutile delle infrastrutture. In particolare, il 18 dicembre (concentramento alle ore 16.00 in Piazza Antonello) la Rete No Ponte rivendicherà la chiusura della Stretto di Messina Spa (concessionaria per la progettazione e costruzione del Ponte), la cancellazione del contratto con Impregilo e il disconoscimento di alcun tipo di penale nei confronti di questa e delle consociate in Eurolink (general contractor per la progettazione e la costruzione del Ponte). Dopo la conferma del disimpegno economico dell’Unione Europea, dopo l’impegno della Camera ad utilizzare le risorse destinate al “mostro sullo Stretto” per il trasporto locale e dopo la cancellazione delle opere compensative è, infatti, giunto il momento di chiudere la partita e mettere la parola fine ad un iter improduttivo che serve solo a foraggiare studi di progettazione e grandi contractor senza alcun guadagno per il territorio e gli abitanti dell’area dello Stretto. Dopo l’ennesima alluvione che ha causato ancora morte e distruzione, riteniamo che vada dato finalmente avvio alla vera grande opera di cui abbiamo bisogno: la messa in sicurezza del territorio. Questa sarà il frutto di un lavoro di risanamento delle zone colpite, ma anche e soprattutto di una nuova cura del territorio. Le recenti alluvioni hanno dimostrato, infatti, la più completa impreparazione ad affrontare il normale corso della natura che viene dipinta come un cattivo mostro che si abbatte sulle nostre vite distruggendo tutto. Se è vero, da un lato, che l'eccezionalità degli eventi atmosferici ha determinato in una certa misura l'entità degli ultimi disastri, è anche vero, dall'altro, che la politica di pianificazione del territorio della provincia di Messina è stata lasciata in mano a un'accozzaglia di predatori che hanno riversato centinaia di milioni di metri cubi di cemento in un territorio in cui l'emigrazione è altissima e che presenta una quantità elevatissima di abitazioni sfitte. La misura è colma, non c'è mercato immobiliare eppure la politica del mattone non finisce mai di stupire. Sempre nuove concessioni vengono elargite a signorotti locali che, con la complicità dei poteri forti del territorio, consumano suolo e vivibilità. E' quello che accadrà con il Ponte sullo Stretto, il cui progetto prevede lo scarico di 8 milioni di metri cubi di materiale inerte proprio nelle prossimità delle zone recentemente alluvionate. Il nostro territorio inizia a produrre un nuovo tipo umano: lo sfollato. Sempre più gente ormai vive in condizioni di disagio e di allontanamento forzato dalla propria abitazione a causa di eventi calamitosi. Allo stesso modo, mentre la sicurezza si declina, a livello nazionale e a livello locale, come mera repressione, la politica dimentica l'altra accezione possibile del termine: sicurezza di avere un saldo terreno sotto i piedi. Ed un "saldo terreno sotto i piedi", a causa di fragilità sociali ed inadempienze politiche, manca ai migranti, le cui condizioni di precarietà, insicurezza e sradicamento stanno diventando tratti caratteristici di sempre più autoctoni. E’, quindi, necessario manifestare uniti e uniti rivendicare diritti universali. Soltanto stando uniti sarà possibile difendersi dalla crisi globale (che i Signori della Finanza hanno prodotto e che ora vorrebbero farci pagare attraverso provvedimenti come quelli contenuti nella manovra finanziaria del Governo Monti) impedendo lo sfruttamento del nostro territorio e tutelando il diritto ad una vita felice per tutte le donne e tutti gli uomini.

RETE NO PONTE – Comunità dello Stretto



NOI ABBIAMO GIÀ VINTO!
Dal consiglio comunale di oggi è emerso in modo chiaro un fatto decisivo: tutto ciò che la Rete No Ponte ha denunciato per dieci lunghi anni ha rotto gli argini in cui era forzatamente incanalato per diventare argomento principale delle forze politiche che si dicono di opposizione e che per anni, se non si sono schierate a favore, hanno tenuto sull’argomento Ponte sullo Stretto un atteggiamento ondivago e ambiguo. Oggi le dichiarazioni dell’on. Genovese convergono con quelle della Rete No Ponte sul punto più decisivo: chiudere la Stretto di Messina per chiudere definitivamente la partita Ponte sullo Stretto. Il volto pubblico più noto della deputazione locale legata a uno dei maggiori partiti della nazione, il PD, accetta e fa sua la rivendicazione della Rete No Ponte. Se, quindi, Genovese non verrà smentito non si può non prendere atto che il PD ha superato ogni proprio tentennamento per assumere una posizione netta e definitiva sull’argomento. Mobilitazione, anzi “sollevazione popolare che coinvolga i cittadini non solo sulla questione Ponte ma anche sulla mancata destinazione di fondi per gli alluvionati di Giampilieri e che faccia sentire forte la voce di Messina in tutta Italia attraverso il blocco dello stretto e delle autostrade di Messina” è addirittura ciò a cui ambisce il consigliere comunale dell’UDC Melazzo. Abbiamo ascoltato il rappresentante della Uil confessare che il loro SI al Ponte era dettato dalla disperazione di dover dare risposte alle grida di sofferenza provenienti dal territorio, ma che oggi quel SI non è più sostenibile. Abbiamo visto e ascoltato tentennamenti anche tra coloro che da sempre favorevoli al Ponte sono stati. La Cisl, addirittura. Tanta nettezza e radicalità non ce l’aspettavamo, francamente. Tanto che alcuni hanno superato, per radicalità nelle pratiche di lotta proposte, il nostro intervento (quello di Luigi Sturniolo), e gli interventi di Mariano Massaro dell’Orsa e quello del prof Guido Signorino. Certo, ci aspettiamo di vederli adesso in piazza, laddove noi ci siamo conquistati la “voce” che il Presidente della Provincia Ricevuto ci ha riconosciuto avere. Quello che più conta, però, sono i contenuti. Tutte le denunce sul calo occupazionale (con la chiusura annunciata dell'Officina Grandi Riparazioni e la dismissione del settore della navigazione e delle ferrovie a causa del progetto Ponte), sullo sperpero di risorse pubbliche, sul clientelismo, sulle devastazioni ambientali, sulla svendita della città a Eurolink, in sostanza, sul miraggio di uno sviluppo basato sulla speculazione e la rendita che farà crescere i profitti del consorzio d’imprese, tranne quelli della città di Messina, oggi sono venuti tutti a galla in maniera chiara e precisa. Insomma, al progetto Ponte ormai sembra non credere più nessuno. Solo l’assessore Scoglio (che, ricordiamo, è legale di Condotte d’Acqua, una delle imprese consorziate in Eurolink), il presidente della provincia Nanni Ricevuto e il consigliere comunale Trischitta ritengono ancora che una crescita della città di Messina potrà passare solo attraverso la realizzazione del manufatto Ponte. A noi resta la soddisfazione di aver avuto pubblicamente ragione con la consapevolezza che la lotta non è ancora finita e che rimane il rischio della prosecuzione di un iter stanco e scalcagnato che consumi ancora risorse pubbliche, garantendo magari, infine, ad Eurolink di intascare la penale in caso di rescissione del contratto a cantieri aperti. Bisogna ancora vincere sul piano istituzionale, bisogna ancora completare l’opera e chiudere definitivamente la partita. Ma sul piano politico, il movimento contro il Ponte sullo Stretto fa oggi un enorme passo avanti. Il prossimo sarà lanciare una grande mobilitazione per l'alternativa che la Rete No Ponte ha elaborato in questi anni, soprattutto per quanto riguarda la messa in sicurezza del territorio e il rilancio della città attraverso le infrastrutture di prossimità.

ReteNoPonte - Comunità dello Stretto



SIT-IN NO PONTE AL COMUNE DURANTE IL CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO DEL 7 NOVEMBRE
Lunedì 7 novembre, dalle ore 10.00, si svolgerà in Municipio un Consiglio Comunale straordinario riguardante il Ponte sullo Stretto e le opere "propedeutiche e funzionali", in vista dell'aggiornamento dell'Accordo di programma. Quindi facciamo sentire tutti/e insieme il fiato sul collo ai "nostri" consiglieri comunali, dopo la cancellazione delle tanto sbandierate opere compensative promesse alla classe politca locale, l'estromissione del Ponte dalla lista delle opere strategiche per la Comunità Europea e in ultimo l'approvazione alla Camera, con parere favorevole del Governo, della mozione dell'Idv che nega il finanziamento per la costruzione del ponte. Per noi, adesso, manca solo una cosa: cancelliamo la "Stretto di Messina Spa" e chiudiamo la partita!

ReteNoPonte - Comunità dello Stretto



NO-TAV TOUR. Assemblea all'Ex-Guernica sabato 5 novembre
Nell'ambito dell'iniziativa "la valle che resiste e non si arrende incontra l'italia" la tappa di Messina sarà all' Ex-guernica via Castellammare n°6 alle ore 10 il 5 novembre.

No tav tour



Ponte. Sciogliere la Stretto di Messina, chiudere la partita
La campagna di terrelibere.org: sciogliere la Stretto di Messina Spa, revocare tutti i contratti (da quello principale al monitore ambientale fino al broker assicurativo), impegnare i fondi per la messa in sicurezza del territorio, non riconoscere alcun debito. Tenere ancora in piedi il carrozzone che ha sprecato una valanga di denaro pubblico significa rimandare a domani un problema che si può risolvere oggi. Dopo il segnale del governo (ulteriore definanziamento del Ponte) chiediamo che la partita sia definitivamente chiusa. E dunque, per prima cosa, lo scioglimento della “Stretto di Messina`. Secondo: rescissione di tutti i contratti, da quello con Eurolink-Impregilo all`accordo con il “monitore ambientale` Fenice EDF. Terzo: non riconoscimento di alcun debito con il Contraente Generale. Infine: utilizzo delle somme precedentemente impegnate a favore della messa in sicurezza del territorio. Gli investimenti vanno spostati nella messa in sicurezza sismica e idrogeologica del territorio, nella riqualificazione urbana, nel riammodernamento degli edifici scolastici, nel trasporto pubblico nello Stretto. In generale, nelle infrastrutture di prossimità. La messa in sicurezza del territorio oggi è una grave questione nazionale. Le alluvioni catastrofiche, negli ultimi anni, hanno riguardato la Liguria come la Campania, la Sicilia come il Veneto. Tenere in piedi il carrozzone che nel corso degli anni ha sprecato una valanga di denaro pubblico è la cosa peggiore che si possa fare oggi. Non affrontare la questione dello scioglimento vuol dire rimandare a domani un problema che si può risolvere oggi. I segnali sono inequivocabili e arrivano persino da parte governativa. Prima la cancellazione delle opere compensative, poi la bocciatura dell`Unione Europea, adesso il definanziamento della “Stretto di Messina Spa`. Al di là delle dichiarazioni di circostanza già rilasciate da Matteoli, Ciucci e politici locali, la sostanza è che i tre eventi elencati segnalano l`inconsistenza in termini di credibilità e di sostenibilità finanziaria del progetto di costruzione del “mostro sullo Stretto`. Crolla l`apparato – tutto ideologico e costruito in sede locale - sulla possibilità di infrastrutturare il territorio dello Stretto a spese del Ponte. In quanto accaduto c`è, però, il rischio di considerare finita la partita. Siamo certi che non è così. Così come ai tempi del governo Prodi porre il Ponte tra le opere non prioritarie non ci mise al riparo dal rischio di ripartenza del progetto. Dare oggi per scontata la fine dell`attraversamento stabile significherebbe sottovalutare la possibilità di una continuazione, sottotraccia, dell`iter. Quell`iter che ha già dilapidato centinaia di milioni di euro e che rappresenta la natura vera della politica delle grandi opere. In questo momento sono in vigore i contratti con Eurolink (il cantiere preliminare di Cannitello sarà consegnato a dicembre), quello con EDF Fenice per il monitoraggio ambientale (la società ha inquinato la falda acquifera della Basilicata, ma a Messina controlla la qualità dell`aria), quello con il "Project Management Consultant" e il "Broker assicurativo". E` necessario accentuare le iniziative di mobilitazione affinché vengano raggiunti quegli obbiettivi che, davvero, definiscano i passaggi formali della chiusura del progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto. Quanto sta accadendo dovrebbe, infine, indurre alle dimissioni quella rappresentanza politica locale che ha fatto riferimento al Ponte come unica possibilità di sviluppo ed ha proposto lo scambio devastazione del territorio/flussi di denaro come unico orizzonte possibile. Quella rappresentanza politica ha fatto della “politica della miseria` e della questua il proprio tratto caratteristico, deve semplicemente prendere atto del fallimento della propria proposta politica e togliere il disturbo. A tutti i “no pontisti` diciamo: ci vuole ancora uno sforzo. Noi stiamo già vincendo.

Luigi Sturniolo e Antonello Mangano



All'ex Sea Flight nasce il collettivo Quasivive
C’era una volta…. …Tutto iniziò nel mese di luglio, quando un gruppo di volontari della Rete No Ponte – Comunità dello Stretto comincia a creare passo dopo passo un vero e proprio cantiere di pulizia nell’area dell’ex Sea Flight, struttura industriale dismessa da tempo e abbandonata da anni, nei fatti una discarica a cielo aperto, situata in un posto di indubbia bellezza e per di più all’interno di una zona naturale vincolata. L’azione non nasce da nulla ma arriva dopo una serie di iniziative simili in cui scout, frati, associazioni ed indignati messinesi avevano ripulito vie, piazze e scalinate. Segno di un ritrovato senso cittadino verso il bene comune, ma segno anche dell’inefficienza di un’amministrazione comunale che continua a paventare grandi interventi di ecomostri, che si ostina a tagliare nastri ignorando però la manutenzione ordinaria delle bellezze artistiche e naturali che la nostra città offre. Sono bastate due ore di pioggia nel settembre appena trascorso per far crollare alberi, tetti delle scuole, far esplodere i torrenti, bloccare il tram. La città è allo sfacelo e si parla di 20.000 emigranti negli ultimi anni. L’ex Sea Flight è simbolo di tutto ciò. Quintali di cemento e ferro abbandonati alle intemperie, un cantiere, pericoloso e aperto a chiunque. Una discarica a cielo aperto. Il cantiere di pulizia ha avuto successo, sin dai primi a cui si sono uniti tanti altri volontari, che in questi mesi sono riusciti a rendere il posto accessibile a tutti e più ospitale. Il nostro luogo è diventato punto di convivialità, tanto da far nascere delle jam session in cui i musicisti di diverse formazioni messinesi si sono mischiati tra loro per divertirsi e per divertire il crescente pubblico presente. Così si comincia sempre di più anche a parlarne in città. A metà Agosto si inseriscono nel cantiere i ragazzi di Machine Works che da anni in città si battono per la salvaguardia di di luoghi particolare rilevanza culturale dimenticati. L’obiettivo comune, oltre continuare i lavori di cantiere, diventa quello di portare l’arte e la cultura in quel luogo ed in tutto il piccolo borgo di Torre Faro, di celebrare un Rito per liberarci dal peccato di aver lasciato per anni in stato di abbandono un luogo così evocativo per la nostra memoria. A fine agosto iniziano le assemblee cittadine (partecipatissime) a cui si uniscono anche i ragazzi della nascente sezione messinese della federazione delle arti e della musica siciliana L’ARSENALE. In seguito sposerà la causa anche una sezione del Teatro Valle Occupato, con cui si è creato un rapposto di scambio e di partecipazione reciproca. Tanti artisti: scultori, pittori, musicisti, attori, tecnici di ogni genere, oggi, formano il Collettivo QUASIVIVE. Se ne volete sapere di più non vi resta che partecipare o continuare a guardare dalla finestra..

www.quasivive.org



Difendiamo il nostro futuro, trasformiamo la città
La ReteNoPonte invita tutti i lavoratori e le lavoratrici che in questi giorni e da anni lottano per rivendicare il diritto ad un'esistenza meno precaria e più dignitosa, dai marittimi ai lavoratori dell'Atm passando attraverso tutte le forme di precariato, a partecipare al presidio che si terrà fuori dal palazzo del comune giorno 20 settembre alle ore 11.30. Solo mettendo insieme tutti percorsi di lotta, le mille vertenze che attraversano questa città potremmo cercare realmente di fermare lo sfacelo assoluto che attanaglia ormai da troppo tempo i nostri territori. Noi crediamo, come abbiamo sempre detto, che fermare l'enorme mostro del ponte voglia dire anche lottare perché le risorse vadano impiegate per le persone che abitano questi luoghi, ovvero per garantire a tutti noi un futuro proteggendo il posto in cui abitiamo e costruendo prospettive per un avvenire che non sia di stentatezza e precarietà. Parteciapiamo tutti e tutte all'appuntamento delle 11.30 di martedì 20 settembre per ricordare ai nostri amministratori che MESSINA NON VUOLE UN PONTE PERCHÉ VUOLE UN FUTURO

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FERMA LA FIRMA. Appuntamento 20 settembre ore 11.30 di fronte al municipio
In vista dell'appuntamento del 23 Settembre in cui una delegazione di pochi eletti amministratori messinesi, direttamente invitati da Ciucci, tenterà di redimere le incomprensioni sul ponte, vorremmo ribadire un semplice concetto: Messina non vuole il ponte! La città ha dovuto subire l'ennesima provocazione, mentre lo sfacelo più assoluto l'attanaglia, lor signori hanno pubblicato una lunghissima lista di aree da espropriare su entrambe le coste dello stretto, dopo avere dichiarato l'opera “ di Pubblica utilità”, senza avere ancora il pronunciamento del CIPE. Tutto ciò mentre veniva candidamente dichiarato che tutte le opere compensative proposte dall'amministrazione erano cancellate. Se ci fosse stato bisogno di un'ulteriore conferma del fallimento totale di questa classe politica locale questuante e ridicola, oggi lo abbiamo tutti di fronte agli occhi. Noi lo abbiamo sempre detto, quello che sarebbe successo: AI PESCECANI ANDRANNO I SOLDI ED ALLA POPOLAZIONE LA DEVASTAZIONE. A due anni esatti dalla strage di Giampilieri e Scaletta niente è stato fatto, solamente adesso sembra che si siano trovati soldi per fare solo alcuni degli interventi di cui questo territorio ha bisogno. Ma anche qui la provocazione è evidente, infatti questi soldi stanziati per Messina e gli altri comuni alluvionati (San Fratello ma non compare Scaletta), non sono altro che stornati da altri interventi altrettanto necessari a Messina ed alla sua provincia, come la manutenzione delle strade provinciali o i trasporti da e per le isole. Non possiamo più sopportare queste prese in giro. Noi non ci stiamo, abbiamo altri progetti per questa città la vogliamo trasformare, ma non distruggere. Da anni diciamo che il NO al Ponte è in realtà il SI ad un futuro possibile e sostenibile, in tutte le occasioni abbiamo sempre ribadito di cosa avrebbero bisogno questi luoghi: - Messa in sicurezza dal rischio idrogeologico - Messa in sicurezza dal rischio sismico - Messa in sicurezza di edifici pubblici ad esempio le scuole che a Messina non sono a norma nella quasi totalità - Potenziamento del trasporto pubblico nello stretto e nelle due regioni - Bonifica dei territori inquinati e devastati da crimine e speculazione (navi dei veleni) - “Infrastrutture di prossimità”, piccole opere per grandi benefici (manutenzione delle strade, adeguamento rete ferrata siciliana e calabrese, ecc.) - Recupero del patrimonio storico ed ambientale di questi luoghi sempre più barbaramente stuprato Ecco perché diffidiamo questa “delegazione” messinese, invitata da Ciucci, dal questuare piccole elargizioni in cambio del nostro futuro. Il Ponte va fermato subito, completamente, gli espropri non devono procedere. L'inettitudine di questa classe politica non deve continuare ad affossare questi luoghi. NESSUNO FIRMI L’ACCORDO DI PROGRAMMA QUADRO PER LA COSTRUZIONE DEL PONTE A NOME DEI CITTADINI MESSINESI

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19 Dicembre 2009
Fermiamo i cantieri, lottiamo per le vere priorità

MANIFESTAZIONE 2 OTTOBRE

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CAMPAGNA 100 PIAZZE CONTRO IL PONTE

BLitz al Nettuno in solidarietà Val di Susa

BLitz al Nettuno in solidarietà Val di Susa

Manifestazione 18 Dicembre

corteo 18 dicembre a Messina

Beni Comuni

intervento della retenoponte alla Finale FEST



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don ciotti no ponte 14 maggio


ninni bruschetta no ponte 14 maggio


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