BREVI REPORT INIZIATIVE
02/07/2009Presentazione libro a ModicaOttima riuscita dell'iniziativa di Modica nell'ambito delle presentazioni del libro"Ponte sullo stretto e mucche da mungere" organizzate dalla ReteNoPonte in vista del grande appuntamento previsto per l'8 AGOSTO 2009 a Messina per fare ripartire la lotta contro il ponte. Nel corso dell'iniziativa il Coordinamento ibleo per la difesa dalle nocività, organizzatore dell'evento, ha annunciato che garantirà almeno un pullman per la manifestazione.
02/07/2009Impegno di Sinistra e Libertà di Palermo per la manifestazione dell'8 agostoDal Documento Conclusivo dell'Assemblea SeL Palermo 29/06. "...si indicano come mobilitazioni fondanti la partecipazione al corteo nazionale contro la costruzione del Ponte sullo Stretto (previsto per l’otto agosto) e la concreta mobilitazione in sostegno della lotta intrapresa dai lavoratori dello stabilimento FIAT di Termini Imprese."
02/07/2009Adesione A'ssud FestivalL'Associazione A'ssud di Lavello (PZ), che aveva già da tempo organizzato per il 7-9 agosto il proprio Festival, ha deciso di mettere in programma la proiezione di video No Ponte in contemporanea allo svolgimento del nostro corteo, dando in tal modo un segno di condivisione nei confronti della battaglia che stiamo conducendo.
03/07/2009INIZIATIVA ALLO ZETALAB di PALERMOMolto bene la presentazione del libro "Ponte sullo stretto e mucche da mungere" organizzata a Palermo dallo ZETALAB. Alla presentazione dei temi trattati dal libro durante l'incontro, in cui era presente l'autore, è seguito un dibattito interessante e gli intervenuti hanno concordato sull'importanza della partecipazione al corteo di Messina dell'8 AGOSTO, manifestando la volontà di spendersi quanto più possibile per l'organizzazione di pullman provenienti da Palermo.
09/07/2009Assemblea No Ponte ExKarcereL'assemblea organizzata dal c.s. ExKarcere di Palermo in preparazione del corteo dell'8 di agosto è caduta nel pieno delle iniziative dell'onda anomala degli studenti contro la dura repressione subita in relazione al G8 università di Torino. Il dibattito intorno alla mobilitazione contro il ponte ha avuto, quindi, un deciso connotato militante e si è tradotto in un forte impegno a lavorare per un'ottima riuscita della manifestazione.
10/07/2009La Rete No Ponte al Contro G8 di L'AquilaUna delegazione della Rete No Ponte ha partecipato al corteo contro il G8 che si è svolto a L'Aquila. L'iniziativa rientra nella scelta, presa all'inizio del percorso che ci condurrà all corteo di giorno 8 agosto, di attraversare con i contenuti del nostro movimento gli appuntamenti di mobilitazione nazionale. La presenza della delegazione No Ponte, associata a quella dei No Dalmolin, No Tav e No Mose, è stata ripresa da molti organi d'informazione a carattere nazionale.
13/07/2009Roy Paci contro il ponteNel corso del concerto di ieri sera a Roccalumera (Me) Roy Paci, da sempre vicino al movimento contro la grande infrastruttura, ha dato la possibilità a Renato Accorinti, conosciutissimo attivista no ponte messinese, di intervenire dal palco per elencare le ragioni che sono alla base della manifestazione di giorno 8 agosto. Ringraziamo Roy Paci per avere ancora una volta garantito la propria disponibilità ad offrire uno spazio pubblico di comunicazione al nostro movimento.
15/07/2009Assemblea della Rete del 14/07/2009Si è svolta ieri 14.07.2009 l’assemblea della Rete No Ponte in vista della manifestazione dell’8 agosto. All’assemblea, che era dedicata all’incontro con i partiti, le associazioni, i comitati, i singoli che nel passato ciclo di mobilitazioni avevano contribuito a far cresce il movimento contro il Ponte sullo Stretto, hanno preso parte esponenti di Legambiente Messina, Rifondazione Comunista, Italia Nostra, Casamatta della Sinistra, Cobas, Cub, Sinistra e libertà, Pdci, wwf, Legambiente Villa S. Giovanni, meetup dei messinesi liberi. Ha inoltre mandato l’adesione il comitato “Giovani e Messina”. Nel corso del dibattito è stato fatto il punto sugli aspetti organizzativi. E’ stato posto il problema del finanziamento e si è deciso di chiedere uno sforzo ai singoli e alle realtà organizzate affinché si possano affrontare le spese che la manifestazione comporta. Sono state distribuite le prime locandine-manifesto che annunciano la manifestazione e si è proceduto alla redazione della richiesta con la quale si chiede la possibilità di utilizzare l’area antistante la Chiesa del Ringo per poter svolgere giorno 25 luglio dalle ore 18.00 in poi un festa “No Ponte”. Da parte del rappresentante di Legambiente di Villa S. Giovanni è stata portata la proposta, frutto di una elaborazione collettiva, di concludere il corteo dell’8 agosto con una festa multietnica che contrapponga un ponte tra i popoli al Ponte sullo Stretto. Si è, inoltre, stabilito di verificare le possibilità di accoglienza per i manifestanti che verranno da fuori Messina.
17/07/2009Link amici1. All'indirizzo http://www.messinaweb.tv/index.php?ex=0&v=10951&silverheader=0&sub=21 si trova il servizio di Messinawebtv sull'assemblea della Rete No Ponte del 14.07.09 2. All'indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=iXpeX628HEg l'intervento di Renato Accorinti contro il Ponte sullo Stretto nel corso del concerto di Roy Paci a Roccalumera. 3. Alla pagina http://www.facebook.com/home.php?#/event.php?eid=94390885381&ref=ts si trova gruppo che sostiene la manifestazione dell'8 agosto. Attualmente hanno aderito 1073 persone. 4. Alla pagina http://www.facebook.com/home.php?#/group.php?gid=56036951908&ref=ts altro gruppo che sostiene la manifestazione. Attualmente vi sono 734 adesioni.
17/07/2009Video No PonteSul sito www.archive.org si possono scaricare i video NOPONTE (sul campeggio del 2003) e NOPONTE_NOTAV (sulle lotte 2004-2006).
18/07/2009Adesione nazionale di Sinistra e LibertàPubblichiamo il documento di adesione di Sinistra e Libertà: Sinistra e Libertà aderisce con entusiasmo alla manifestazione “No al Ponte”, che si terrà l’8 Agosto a Messina, e chiediamo a voi, elettori e supporter che ci avete accompagnato fin dall’inizio del nostro progetto, di fare lo stesso. Affinché la protesta raggiunga l’adeguata visibilità per denunciare l’inutilità della faraonica opera sullo stretto, fortemente voluta dal Governo Berlusconi per i grandi interessi particolaristici in ballo, abbiamo bisogno della vostra partecipazione e dell’impegno nella diffusione di questa iniziativa. Le adesioni alla manifestazione si raccolgono sul sito retenoponte.it, dove, inoltre troverete ulteriori informazioni relative alla protesta. Il documento si può leggere per intero all'indirizzo: http://www.sinistraeliberta.it/sl-aderisce-alla-manifestazione-no-al-ponte/
19/07/2009Adesione nazionale della Confederazione Unitaria di BaseLa Confederazione Unitaria di Base, da sempre presente nelle mobilitazioni contro la costruzione del Ponte sullo Stretto, conferma la propria adesione alla manifestazione dell'8 agosto. Le risorse dilapidate per la costruzione del Ponte sullo Stretto andrebbero utilizzate per alleviare le condizioni di sofferenza delle famiglie colpite dalla crisi economica e per investimenti che abbiano una reale ricaduta sul piano occupazionale. La Confederazione Unitaria di Base si impegna alla migliore riuscita della manifestazione attivando le proprie strutture per organizzare pullman che portino a Messina i manifestanti nel giorno del corteo.
21/07/2009Adesione nazionale della Confederazione CobasLa Confederazione COBAS è parte integrante del movimento di massa contro le grandi opere inutili ( TAV, inceneritori, rigasificatori, basi di guerra, centrali nucleari, il ponte sullo stretto) che devastano il territorio mentre arricchiscono le tasche di mafiosi, speculatori e una classe politica senza scrupoli. Siamo stati a Siracusa e recentemente all’Aquila per fare sentire la nostra voce contro i potenti della Terra, e coerentemente in questa luce la Confederazione COBAS aderisce all’iniziative del NoPonte, a partire dalla manifestazione dell’8 agosto a Messina. Per l’Esecutivo Nazionale Renato Franzitta
22/07/2009Adesione di Italia Nostra SiciliaAmici, aderisco all'iniziativa e inoltro vostre e-mail e locandina alla Sede nazionale di Italia Nostra. Cordiali saluti e a presto. Leandro Janni Presidente Italia Nostra Sicilia
23/07/2009Ponte sullo Stretto, Goletta Verde a Reggio: "No a opera inutile"Hanno srotolato uno striscione con su scritto "No al ponte" gli attivisti di Legambiente giunti al porto di Reggio Calabria a bordo della Goletta Verde. Nel corso della manifestazione è stato lanciato a favore dell'area un appello per "uno sviluppo sostenibile". All'iniziativa hanno partecipato il presidente regionale di Legambiente Calabria, Antonio Morabito, la responsabile di Goletta verde, Serena Carpentieri e il componente del direttivo nazionale dell'organizzazione, Nuccio Barillà. "Lo scorso 26 giugno - è scritto in una nota di Legambiente - dal Cipe sono arrivati i conteggi ufficiali per avviare l'infrastruttura e sono state individuate le risorse per la realizzazione delle grandi opere. Su 4 miliardi di euro stanziati, al Ponte sullo stretto ne vanno 1,3 miliardi. Per completare l'opera è stimata una spesa di 6,1 miliardi, il 60% della quale da reperire sul mercato e garantita per la metà degli investimenti privati da dallo Stato, che si impegna a rifonderla di qui a 30 anni se l'opera stessa non si ammorterà con gli utili di esercizio". "Il Ponte - ha ribadito Barillà nel corso della manifestazione - è in assoluto un'opera dannosa e non utile allo sviluppo dell'area dello Stretto. Tanto più in un regime a risorse limitate, in cui gli investimenti prioritari per l'area e per tutto il Mezzogiorno devono essere altri. Restando nel settore della mobilità, ad esempio, c'é ancora moltissimo da fare sia per la Calabria, che per la Sicilia". "Anziché costruire discutibili cattedrali nel deserto - ha aggiunto Morabito - si dovrebbe investire per la messa in sicurezza e l'adeguamento delle reti ferroviaria e stradale, così come per la manutenzione ordinaria degli acquedotti, opere realmente necessarie allo sviluppo del Mezzogiorno". (ANSA).
23/07/2009Pullman da PalermoCentro sociale ExKarcere SABATO 8 AGOSTO. MANIFESTAZIONE NOPONTE A MESSINA Partenza in pullmann da Palermo ore 15:00 davanti l'exkarcere. Costo del biglietto 10 euri a/r. Per info e acquisto biglietti scriveteci... http://infoaut.org/Palermo
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25/07/2009Foto della presentazione del libro al Lido Horcynus OrcaAl seguente indirizzo http://www.flickr.com/photos/antonellomangano/tags/22lug09/ è possibile prendere visione delle foto relative alla presentazione di "Ponte sullo Stretto e mucche da mungere" che si è svolta al Lido Horcynus Orca di Capo Peloro il 22 luglio.
25/07/2009Adesione del WWF alla manifestazione dell'8 agosto17/7/2009 - Il WWF aderisce alla manifestazione NO PONTE che si svolgerà a Messina l’8 agosto, alle 18,00 in centro città (Piazza Cairoli). Alla pagina http://www.wwf.it/client/ricerca.aspx?root=21025&content=1 le ragioni del No al Ponte del WWF.
25/07/2009Adesione di RdbCUB alla manifestazione dell'8 agostoNazionale – venerdì, 24 luglio 2009. La Federazione nazionale RdB/CUB, già presente nel Comitato Noponte con le proprie strutture territoriali, aderisce alla manifestazione contro il ponte sullo Stretto e per la tutela dei territori promossa a Messina dal Comitato per l’8 agosto prossimo.
27/07/2009Adesione nazionale del Partito della Rifondazione ComunistaIl Prc aderisce alla manifestazione dell’8 agosto indetta dal movimento Noponte. E lo fa per alcuni semplici e buoni motivi: per lo spreco di risorse stanziate per un’opera inutile come il Ponte sullo stretto, per il devastante impatto che determinerebbe sul territorio, per i problemi tecnici della realizzazione del ponte in un’area ad alto rischio sismico, perché cifre così importanti andrebbero convogliate sulle vere emergenze e priorità del Paese come il dissesto idrogeologico, la messa in sicurezza degli edifici pubblici ed in particolare di quelli scolastici, la mobilità ferroviaria. Ancora oggi il governo invece persevera con la politica del fumo negli occhi, fatta di imprese faraoniche ma che in realtà non producono nulla di utile, se non per i soliti noti. Per questi motivi il Prc sarà presente l’8 agosto a Messina e invita tutti a mobilitarsi per fermare lo scempio. Maria Campese - Segreteria nazionale Prc (Resp. Dipartimento Territorio/Ambiente)
27/07/2009Da Siracusa per l'8 agosto a Messinaper organizzare una partecipazione da Siracusa di tutte le componenti del Movimento, proponiamo una riunione organizzativa per il giorno giovedi' 30 luglio alle ore 16,30 nei locali di Rifondazione comunista viale tica n. 120 per coordinare la partenza. Dopo il Contro-G8 di Siracusa ci aspetta un grande appuntamento, l'8 agosto a Messina. Per contrastare, per combattere, le politiche devastratici, del Governo.
27/07/2009Adesione PRC SiciliaPRC Sicilia: A Messina l’8 agosto contro il ponte, per un nuovo modello di sviluppo. Il PRC siciliano considera la manifestazione dell’8 agosto a Messina contro il ponte sullo stretto e per la tutela dei territori un appuntamento decisivo. La destra al potere si stanno particolarmente caratterizzando per la promozione di politiche ambientali devastanti:ponte e rilancio del nucleare ne sono i simboli. Sono simboli che sanciscono l’incapacità delle classi dirigenti di ragionare sugli effettivi problemi del paese e del mezzogiorno, nel quadro della crisi economica mondiale. Persiste e si rinnova di un grumo di interessi che ha fatto già tanti danni all’Italia, al Sud, alla Sicilia in termini di dissipazione del territorio, di crescita di una pervasiva borghesia mafiosa, Studi accurati e di diversa origine hanno, da anni chiarito, che il il ponte sullo stretto di Messina è un’opera insostenibile sotto il profilo ambientale, economico, della sicurezza. Contro ogni logica esso viene rilanciato. Luca Cangemi - Segretario Regionale PRC
27/07/2009Adesione Lista civica "Per il Bene Comune" di Siracusa"Per il bene comune" si sta organizzando per la partecipazione alla manifestazione dell'8 agosto a Messina.
30/07/2009L’8 agosto per dire no all’ennesima “mucca da mungere”Stanno andando avanti, stanno costruendo il loro “Ponte” fatto di colate di cemento, speculazione, disprezzo per la democrazia. I cittadini che scenderanno in piazza l’8 agosto a Messina non si opporranno semplicemente ad una singola opera, ma ad una concezione sbagliata, ad un modello perverso. La manifestazione organizzata dalla “Rete No Ponte” è il frutto di un lungo percorso costruito negli anni che ora si arricchisce di una precisa richiesta, ri-orientare la spesa pubblica allontanandola da grandi opere inutili, dannose e non volute verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico dello Stretto. Le adesioni di associazioni ambientaliste (WWF, Italia Nostra, Legambiente), quelle di partiti e soggetti politici (Sinistra e Libertà, Rifondazione comunista, Pdci, Pcl, Bene Comune, Federazione anarchica siciliana, Unità comunista), sindacati (Rdb, Cub, Cobas, Orsanavigazione), centri sociali (Cartella, Zetalab, ExKarcere, Ask, Auro), reti territoriali (Coordinamento catanese No G8, Cordinamento ibleo per la difesa dalle nocività), comitati cittadini (Giovani e Messina, Energia messinese), un’infinità di piccole e grandi realtà, tantissimi cittadini e non da ultimo le numerose presentazioni sul territorio del libro “Ponte sullo Stretto e mucche da mungere” sono i segnali inequivocabili di una consapevolezza che non si è mai sopita. Numerosi pullman arriveranno da Palermo, Ragusa, Siracusa, Catania, Reggio Calabria e Cosenza. Nel corso degli anni si è passati senza pudore dall’esaltazione del mercato e dell’iniziativa privata ad un interventismo statale degno dell’IRI, finalizzato però al trasferimento di denaro dalle tasche dei cittadini (quella parte di cittadinanza che paga le tasse) ad un ristretto circolo di contractors ben legati alla politica. Il Ponte come i rifiuti, l’acqua privatizzata come l’economia di guerra sono le “mucche da mungere” che arricchiscono pochi speculatori ed aumentano la distanza tra ricchi e poveri, spesso con metodi autoritari. Pietro Ciucci ha da pochi giorni aggiunto alla carica di presidente dell’Anas e della Società Stretto di Messina (di cui Anas è azionista con l’82%) l’incarico barocco di “Commissario Straordinario per il riavvio delle attività”, con il compito specifico di “rimuovere gli ostacoli” frapposti al Ponte. La formula è inquietante, anche perché più volte il governo ha minacciato “l’uso dell’esercito” contro quelle “minoranze” che oseranno opporsi all’avvio dei cantieri. Ma c’è anche l’aspetto economico, non meno preoccupante. In sessanta giorni, Ciucci dovrà “adeguare” i contratti stipulati con Impregilo (vincitrice di una gara dai contorni mai chiariti) e con “le società affidatarie dei servizi di controllo e verifica della progettazione definitiva ed esecutiva”. Pur non essendoci ancora un progetto definitivo, la società Stretto di Messina potrà contare su un contributo di 1,3 miliardi di euro “in conto impianti”, ovvero soldi destinati all’acquisto di fattori produttivi “a lungo ciclo di utilizzo”. Soldi da spendere subito, e male. Secondo i ministri Matteoli e Tremonti, già alla fine dell’anno potranno essere avviati i “cantieri a terra”, cioè tutte quelle che opere pensate in vista del Ponte, ma altrettanto inutili e forse ancora più dannose del “mostro sullo Stretto”. Un delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che dovranno collegare il casello del Ponte alle strade ed alla ferrovia della città, e raddoppiare le corsie in previsione di un aumento del traffico che non ci sarà. Già da sole, le opere correlate trasformeranno l’area dello Stretto in un immenso cantiere per un tempo indefinito. Nessuno crede ai sette anni promessi da Ciucci, basta vedere l’esempio dell’ammodernamento della Salerno – Reggio Calabria, gestito da Anas ed in parte da Impregilo, avviato nel 1990, costato 17 volte di più, perennemente “infiltrato” da tutti i clan di camorra e ‘ndrangheta presenti lungo il tracciato. Intanto prosegue il “sacco edilizio” della città di Messina. E’ stato approvato il progetto per il Tirone, unico quartiere storico sopravvissuto al cataclisma del 1908. Un parcheggio sotterraneo da 1400 posti su 6 piani, l’ennesimo centro commerciale e tanti nuovi palazzi potrebbero eliminare l’ultimo residuo di centro storico. Le mura che hanno resistito alle scosse del grande terremoto rischiano cento anni dopo di crollare di fronte alla furia dei palazzinari e del partito del cemento. Rete No Ponte.
30/07/2009Adesione Anna DonatiCari amici ed amiche della rete No Ponte mi fa piacere aderire alla vostra manifestazione dell'8 agosto, perchè come avete scritto voi dobbiamo ripartire dal territorio e dalla gente, come già abbiamo fatto in passato e far crescere una battaglia popolare contro un progetto sbagliato, inutile e devastante. Insieme a questo dovremo proseguire il lavoro nel merito del progetto, le questioni economiche e finanziarie, il comportamento troppo silente di Bruxelles sulla riapertura della procedura d'infrazione, le prescrizioni previste dalal delibera CIpe sul preliminare. Io sto collaborando con le associazioni ambientaliste e con i verdi in questo senso, per contrastare e far emergere tutte le contraddizioni aperte e non risolte. Battaglia popolare e contestazione tecnica, come nel gennaio 2006 arrivammo alla grande manifestazione di piazza che poi impose la sospensione del progetto al governo Prodi, (di cui sapete mi sono fatta sempre carico in parlamento di far rispettare gli impegni) allo stesso modo dobbiamo far lievitare il senso critico diffuso al progetto. Per fermarlo. Vi sono vicina in quella che è anche la mia battaglia e vi mando un caro saluto. Anna Donati
30/07/2009Adesione LIDALa L.I.D.A. Lega Italiana dei Diritti dell'Animale è solidale contro il ponte Annalisa De Luca Cardillo Resp. Regionale Sicilia
30/07/2009Adesione ReggioTVReggiotv , dalla cui nuova ed importante postazione domina l'area dello Stretto nella porzione che sarebbe irrimediabilmente compromessa dalla costruzione di questo "ecomostro di Stato", invita tutti coloro che lo volessero a recarsi nei suoi studi per rilasciare libere dichiarazioni sulla inquietante vicenda "ponte". RTV vuole dare voce a chi non ne ha. Eduardo LAMBERTI- CASTRONUOVO editore di RTV
30/07/2009Adesione Tony Di NataleSono con voi e lo sapete da sempre. Ormai non vengono neanche più citate ipotetiche positività del ponte: si deve fare e basta, a prescindere da qualunque utilità o necessità. E' la piramide del Sultano, che vuole emulare i faraoni. A cosa serve un Commissario di quel tipo se non a far saltare le leggi esistenti, a bloccare il dissenso popolare, a far andare avanti spese insensate in mancanza di un progetto definitivo? Forse si dimentica che il ponte è stato messo a gara senza una tavola (cioè la congiunzione ponte-approdo siciliano)! E poi, non doveva essere fatto in project financing? Oppure era tutta la solita presa in giro, dove si è messa a gara una parte soltanto dell'opera, tanto da renderla compatibile con un impegno di privati, lasciando allo Stato, cioè alle nostre tasche, tutte le opere accessorie che costeranno molto più del ponte, così come già previsto dal primo progetto di qualche decennio or sono? Ma è mai possibile che la rappresentanza di centro-sinistra al Parlamento non faccia sentire alcuna voce al riguardo? Con estrema amarezza. Tony Di Natale
30/07/2009Adesione Pmli SiciliaCari amici della Rete No Ponte, anche il PMLI.Sicilia aderisce alla manifestazione che si terrà a Messina l'8 agosto proponendo che il megaprogetto speculativo della costruzione del Ponte venga cancellato e gli investimenti previsti vengano destinati a potenziare e modernizzare i trasporti ferroviari e marittimi della Sicilia e della Calabria. Nelle adesioni alla manifestazione che avete inviato non vedo quella del pmli.messina che pure ve l'ha inoltrata. Cordiali saluti a tutti, La Responsabile del PMLI per la Sicilia Giovanna Vitrano
01/07/2009Contestato il ministro AlfanoALL'INDIRIZZO http://www.enricodigiacomo.org/2009/07/le-foto-che-indignano-messina-31-luglio-2009-la-citta-del-ponte-si-prepara-a-tappare-la-bocca-al-movimento-no-ponte-tra-censure-spinte-e-forze-dellordine/ LE FOTO CHE INDIGNANO! MESSINA, 31 LUGLIO 2009: LA CITTA’ DEL PONTE SI PREPARA A TAPPARE LA BOCCA AL MOVIMENTO NO PONTE. TRA CENSURE, SPINTE E FORZE DELL’ORDINE…
01/08/2009Amici di Beppe Grillo aderiscono a manifestazione NO PONTE dell'8 agosto L'Associazione CombAttivaMente amici di Beppe Grillo di Reggio Calabria aderisce alla manifestazione organizzata dalla Rete NO PONTE di sabato 8 Agosto che si svolgerà nella città di Messina. I motivi che ci spingono ad aderire a questa manifestazione sono molti e facilmente comprensibili da chi non sia in malafede. Molti, tra geologi, ingegneri e perfino criminologi, hanno ampiamente spiegato il perché il ponte non dovrebbe essere costruito. A noi tocca solo ribadirlo. Siamo convinti che "grandi opere" sia un termine privo di senso e l'unica distinzione che si dovrebbe fare sia quella tra opere necessarie e utili o inutili. Riteniamo la costruzione di questo ponte un'opera inutile. Viviamo in un'era in cui la gran parte del territorio italiano è già infrastrutturata e costruita anche se, soprattutto al sud, con strutture obsolete. Sarebbe più opportuno, quindi, indirizzare i fondi stanziati per la costruzione del ponte verso lavori di ammodernamento delle infrastrutture già esistenti al sud e bisognose, queste sì, di "grandi restauri". Non sarebbe concepibile accettare l'idea di attraversare lo stretto in pochi minuti e poi dover perdere ore e ore per arrivare a destinazione, a causa di vie di comunicazione fatiscenti e risalenti ai tempi di Garibaldi. Nell'ambito, poi, del trasporto di uomini e merci riteniamo il ponte antieconomico e continuatore di una logica inquinante che deve essere smantellata fin dalle sue radici. In un futuro che deve vederci protagonisti di una "rivoluzione verde" in cui il trasporto su gomma, soprattutto per quanto riguarda le merci, dovrebbe essere limitato, quando non abolito del tutto, non si possono creare opere che, invece, darebbero nuova linfa ad un modo obsoleto di "trasportare cose". Oltretutto il ponte, perché sia "remunerativo", dovrebbe avere un transito di circa 100.000 autovetture al giorno mentre, secondo stime ufficiali al 2032, attraverseranno lo stretto meno di 18.500 vetture. E questo numero è destinato a diminuire. Oggi è più conveniente andare via nave anziché muovere le merci su gomma. Altro motivo è quello della situazione idrogeologica del versante calabrese, soggetto ad ampi movimenti franosi con campi di scivolamento profondissimi che possono andare ad intaccare i piloni del ponte. Lo sostengono anche Alessandro Guerricchio e Maurizio Ponte, geologi dell'Università della Calabria, preoccupati dalle analisi di stabilità eseguite; analisi che hanno fornito, finora, risultati preoccupanti. Quando si costruisce un'opera bisognerebbe tenere conto non solo della progettazione dell'opera stessa ma anche del contesto dove essa è costruita. Altrimenti farà la stessa fine del Vajont, diga perfetta ma contesto pessimo. Della stessa importanza è il rischio sismico. I progetti esprimono la sicurezza che il ponte sarebbe costruito con criteri antisismici che lo farebbero resistere ad un terremoto di 7.1 gradi della scala Richter (potente come quello del 1908). Ma qualora il ponte resistesse ad un terremoto di tale portata unirebbe solo due cimiteri, in quanto solo un quarto delle abitazioni di Reggio e Messina sono in grado di reggere un terremoto di così grande scala. Le altre, invece, non reggerebbero nemmeno quelli di scala inferiore. In questo momento di crisi economica sarebbe meglio, quindi, stanziare ed usare fondi per la riqualificazione di quelle zone che di antisismico non hanno neanche il nome. Spesso le, cosiddette, "grandi opere" non sono motore di sviluppo ma restano solo "cattedrali nel deserto" e la costruzione di questo ponte non servirebbe a nulla se non a riempire le tasche dei "soliti ignoti" e a placare, temporaneamente, il delirio megalomane di nuovi "imperatori", che considerano il ponte solo un "monumento" da consegnare alla futura, imperitura, memoria. CombAttivaMente amici di Beppe Grillo sarà, quindi, presente l'otto agosto a Messina per ribadire questi concetti insieme alle forze pulite della società che non abbassano la testa e vogliono difendere i propri diritti. Cheyenne Curatola - Associazione CombAttivaMente - Amici di Beppe Grillo (Reggio Calabria)
02/08/2009Adesione OCAP alla manifestazione NO PONTE dell'otto agosto L'Organizzazione Comunista-Alternativa Proletaria per la Quarta Internazionale (OCAP) aderisce alla manifestazione NO PONTE dell'otto agosto a Messina e invita i lavoratori e i cittadini a partecipare a questa iniziativa di lotta. La Sicilia ritorna in piazza contro l'insulto più grande alla sua popolazione, in particolare proprio ai lavoratori e ai giovani: l'inutile e dannoso Ponte di Messina. Il governo Berlusconi ripropone ancora una volta una grande beffa, sottovalutando l’intelligenza dei siciliani, e approfittando anche della mancata chiusura della società Stretto di Messina Spa: promessa, una delle tante, non mantenuta dal governo Prodi. Il governo Berlusconi, uno dei più pericolosi del dopoguerra per l’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori e alle devastazioni ambientali del territorio, ripropone la politica delle grandi opere in un momento di profonda e prolungata crisi sociale ed economica del Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia, stornando soldi per opere dannose ai fini ambientali, sociali ed occupazionali, con il fine di illudere la gente. Secondo la Dia, l'Ente Investigativo Antimafia, il ponte costituisce un forte impulso per i loschi affari delle famiglie della borghesia mafiosa delle due parti dello stretto: un ricco piatto che intendono spartirsi a spese dello Stato, quindi dei lavoratori, socializzando le perdite e privatizzando i profitti. Un film già visto: i lavoratori e le comunità meridionali non intendono pagare nuovamente il biglietto. Il ponte sullo Stretto è un'opera insensata ingegneristicamente, dai costi enormi, dall'impatto ambientale spaventoso in termini di cementificazione e di rischi, primo su tutti quello sismico. Tra due regioni con infrastrutture interne vergognosamente inadeguate, si pensa di costruire un'opera mastodontica che collega il nulla, che non da nessun beneficio. Altri sono gli interventi di cui ha bisogno la Sicilia, da quelli infrastrutturali basilari (raddoppi ferroviari su tutte le linee esistenti; nuove linee nelle zone mai raggiunte dal servizio; autostrade rimodernate e razionalizzate; valorizzazione dei porti con nuove rotte e flotte ingrandite, per snellire il traffico su quattro ruote e l'inquinamento conseguente, grazie alle autostrade del mare ( altro che dismissioni dei vettori pubblici della navigazione e… lasciare a terra i pendolari per imbarcare i più redditizi mezzi gommati per favorire… i soliti noti armatori….), aeroporto commerciale a Comiso sulla struttura già esistente, a quelli sovrastrutturali della gestione delle risorse economiche, che esistono e sono ingenti, ma sono sempre dirottate verso gli interessi dei capitalisti, che si vogliano chiamare mafiosi o meno. La risoluzione della questione del ponte sullo Stretto passa anche attraverso la creazione di un'alternativa globale al sistema di sviluppo capitalistico, che privilegia il privato sul pubblico, il profitto sul bene comune (vedi l'inquinamento e i morti per i Tir a Messina). Il ponte è uno fra i tanti catastrofici simboli di questo sistema insieme ai C.I.E. per immigrati, alla guerra, alla miseria e allo sfruttamento del capitale sul lavoro. UN PONTE SOLO TRA LE LOTTE Unità d’azione con il movimento dei lavoratori marittimi! Si alla stabilizzazione del posto di lavoro per i marittimi e tutti i settori sociali precarizzati o in corso di licenziamento: dall’ATO 3, all’Atm, al McDonald, ai lavoratori dei servizi, scuola, sanità ecc., alla Rodriguez. La tragedia del “Segesta Jet”, che ha causato morti e feriti, ripropone con forza il problema della sicurezza della navigazione nell’area dello Stretto. LOTTIAMO PER IL POTENZIAMENTO DELLA NAVIGAZIONE PUBBLICA E PER LA SUA SICUREZZA- PER LA MESSA IN SICUREZZA IDROGEOLOGICA DEL TERRITORIO- PER GRANDI FINANZIAMENTI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE DAL RISCHIO SISMICO NELL’AREA DELLO STRETTO, E PER LA RICOSTRUZIONE DELL’ABRUZZO CON UNA PARTE DELLE RISORSE DESTINATE PER IL PONTE- UNITA’ D’AZIONE NELLE LOTTE (dalla Val di Susa a Messina), TRA I MOVIMENTI CHE COMBATTONO LA DISTRUZIONE DEI BENI COMUNI (ACQUE, ARIA, ECC) E IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI, CHE PROPONE UN NUOVO PROGETTO DI CIVILTA’ CHE FERMI QUESTA BARBARIE: UN PROGETTO COMUNISTA -Giacomo Di Leo, Andrea Calarese ( per il coordinamento regionale dell'organizzazione comunista Alternativa Proletaria,per la Quarta Internazionale
02/08/2009NO PONTE PARTENZA DA COSENZA IN CAROVANASabato 8 agosto ore 12.00 appuntamento per tutti all'ingresso autostrada COSENZA (sud) Ci si conta e si parte. Si parcheggia a Villa S. Giovanni e si traghetta a piedi. Manifestazione ore 18. Rientro a fine manifestazione.
03/08/2009Articolo di Tempostretto sulla conferenza stampa della Rete No PonteLa Rete No Ponte scalda i motori per il corteo-manifestazione dell'8 agosto, che partendo alle 18 da Piazza Cairoli, percorrerà le strade principali del centro cittadino fermandosi davanti a Palazzo Zanca dove verrà organizzato un dibattito sulla grande opera. Nella conferenza stampa di presentazione odierna si è fatto il punto della situazione riguardo le adesioni, giunte da associazioni, comitati, movimenti ma anche normali cittadini che hanno voglia di gridare il loro “no” al Ponte sullo Stretto. «Un percorso durato cinque mesi – spiega Luigi Sturniolo, uno degli organizzatori della manifestazione – che si è avvalso sopratutto del sito internet retenoponte.it e dei relativi social network per raccogliere adesioni e consensi, circa 400 al momento quelle interne, 800 nei vari social network e siti vari». Ma, tiene a precisare la Rete No Ponte, il nostro non è un no alle infrastrutture, è un no al ponte, visto esclusivamente come una “colata di cemento” che non porterà a nulla dato che, si legge nel comunicato del movimento, «pur non essendoci un progetto definitivo, la società Stretto di Messina potrà contare su un contributo di 1,3 miliardi di euro in “conto impianti”, ovvero soldi destinati all'acquisto di fattori produttivi “a lungo ciclo di utilizzo”». Soldi da spendere subito e male, dato che si tratterà di un delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che collegheranno il casello del Ponte alla città, conclude la Rete No Ponte. Ialacqua si rifà alle esternazioni del Presidente della Provincia Nanni Ricevuto, riportate dal nostro sito (vedi articolo correlato): «è fatto», diceva Ricevuto riferendosi al Ponte. «E' fatto un bel niente – replica l'attivista di Sinistra e Libertà. Mancano i capitali e il progetto definitivo». Saro Andaldo Patti (Lega Autonomie Locali) fa un discorso a piu' ampio respiro e nota come la politica messinese deve avere porsi in maniera piu' dura, e lo dice relativamente ai tavoli tecnici romani: «Se la nostre istituzioni e la nostra deputazione, regionale e nazionale, non alza la voce, la Sicilia verrà abbandonata a sé stessa, come sta in parte succedendo».
03/08/2009Adesione PDCI Calabria “Tutti in piazza sabato a Messina per ribadire il no alla realizzazione di un’opera inutile, dannosa, devastante dal punto di vista ambientale. Il Ponte non può essere costruito”. Ad affermarlo, in una nota, Michelangelo Tripodi, segretario del PdCI Calabria e assessore regionale all’Urbanistica e Governo del Territorio, in vista della manifestazione organizzata dalla “Rete No Ponte” sabato 8 agosto a Messina. “La logica perversa del governo Berlusconi – sostiene Tripodi – non deve assolutamente passare e la manifestazione di sabato prossimo rappresenta un altro appuntamento decisivo a cui come Comunisti Italiani daremo come sempre il massimo sostegno. E’ impensabile, infatti, che in un paese martoriato da tragedie come quella accaduta in Abruzzo piuttosto che sostenere con estremo vigore e a tutti i livelli un piano per la messa in sicurezza, il recupero e la riqualificazione del patrimonio edilizio e la valorizzazione del territorio, si pensi ancora alla realizzazione del Ponte sullo Stretto proprio in una delle zone a più alto rischio sismico del mondo”. “Invece – aggiunge Tripodi - di spingere sull’acceleratore per avviare una nuova politica fondata sulle regole e sulla legalità che guardi al territorio, all'ambiente e al paesaggio come risorse e opportunità di tutela e di sviluppo, il governo Berlusconi risponde sprecando altre risorse pubbliche per la realizzazione di un'opera che dovrebbe poggiare i suoi pilastri su un territorio contrassegnato da bollino rosso e già tristemente noto per i catastrofici sismi che si sono succeduti nei secoli". "Bisogna smetterla di sperperare nuovo denaro pubblico – afferma ancora il segretario regionale del PdCI - per un progetto che non ha ancora nulla di definitivo, ma solo tanti dubbi e tantissimi rischi sulla sua fattibilità e sui cui si condensano sprechi per continue e altrettanto inutili progettazioni, gare d’appalto mai chiarite e su cui incombono i tentacoli della criminalità organizzata. Una politica di oscuri e perversi interessi che azzera i finanziamenti necessari per il vero sviluppo del Mezzogiorno, sprecando poi ingenti risorse per un’opera che nessuno vuole e che non verrà mai alla luce visto il grado di pericolosità che rappresenta per l’ambiente e per il territorio”. Alla Calabria servono ben altre opere, a partire dal completamento dell’A3 ed alla realizzazione della nuova Statale 106”. “Le tante adesioni alla manifestazione di sabato prossimo – conclude Michelangelo Tripodi – di associazioni ambientaliste, comitati, di partiti e soggetti politici, di tanti cittadini provenienti non solo dalla Calabria e dalla Sicilia, dimostra che il fronte del no al ‘mostro’ sullo Stretto è molto ampio e riscuote grande consenso nell’opinione pubblica. A nulla valgono le minacce del governo Berlusconi sull’utilizzo dell’esercito contro chi oserà opporsi ai cantieri. Il fronte del no è forte e lo ribadirà sabato prossimo a Messina”. Reggio Calabria, 4 agosto 2009. Ufficio Stampa PdCI Calabria.
03/08/2009Adesione PRC Calabria Ringalluzzito dalle “magnifiche sorti e progressive” delle infrastrutture targate Berlusconi, Pietro Ciucci – amministratore delegato della società “Stretto di Messina Spa” e commissario speciale incaricato dal governo per sovrintendere alla costruzione del Ponte – ha prospettato per Gennaio 2010 gli inizi dei lavori e per il 1° Gennaio 2007 l’apertura al traffico del ponte medesimo. Sorvolando sull’ambizione dell’impegno (l’ANAS da decenni prova ad ammodernare la Salerno-Reggio Calabria senza grandi risultati, figuriamoci se riuscirà a costruire il ponte in meno di 7 anni…), rimane la protervia e l’ostinazione di una Governo che – sotto la pressione di lobby imprenditoriali varie – ritiene necessario investire ingenti risorse pubbliche in un’opera inutile dal punto di vista economico e dannosa sul piano socio-ambientale.Le ragioni per opporsi ad una tale gigantesca opera sono tante e di diversa natura. Giova ripeterle, nella persuasione di fondo della giustezza delle nostre opinioni e della durezza dei fatti.Ragioni ambientali, innanzitutto. Messina e Villa S.Giovanni, in senso largo, conosceranno una distruzione del proprio territorio, e i numerosi cantieri renderanno impossibile – dal punto di vista qualitativo e del benessere psico-fisico – la vita dei cittadini residenti. Alcuni dati per capire il devastante impatto ambientale e urbanistico. Il progetto del Ponte prevede sulle sponde di Scilla e Cariddi due torri alte 376 metri, che poggiano su quattro piloni del diametro di oltre 50 metri, rette da quattro tiranti di acciaio per un peso totale di 166.600 tonnellate. La realizzazione del Ponte e delle opere connesse comporterà un fabbisogno complessivo di materiali pari a 3.540.000 metri cubi; e una produzione di materiali provenienti dagli scavi per un totale di 6.800.000 metri cubi. I lavori causeranno un continuo dissesto idrogeologico per lo scavo di fondazioni e ancoraggi a circa 50 metri di profondità in terreni friabili e sabbiosi e sulla costa di Scilla anche per lo sfondamento di una montagna per una galleria di 3,3 Km. Ragioni anti-sismiche, in secondo luogo. Il progetto interessa una delle aree sismicamente più attive del Mediterraneo centrale; tuttavia gli elevati rischi sismo-tettonici non risultano ancora quantificati. Lo Stretto è collocato lungo un sistema di faglie che vincola il blocco siciliano e quello calabrese, all’interno di una zona crostale tra le più dinamiche del mondo. Al di sotto di queste regioni, infatti, si realizza da milioni di anni l’incontro-scontro tra la placca africana e quella europea. Dati recenti sembrano indicare che la Sicilia si allontana dalla Calabria di 1 cm all’anno. Di conseguenza, vi è tale incertezza fra gli esperti sismologi, in merito alla pericolosità del Ponte in caso di terremoto, che un semplice principio di precauzione – da solo – suggerirebbe l’abbandono del progetto. In un territorio dall’altissimo rischio sismico, quale quello calabrese, le risorse dovrebbero essere destinate alla messa in sicurezza del patrimonio ambientale e architettonico, dovrebbero garantire la tutela di intere comunità potenzialmente a rischio distruzione, altro che Ponte sullo Stretto! Ragioni trasportistiche, in terzo luogo. Le esperienze recenti a livello internazionale in tema di redditività dei collegamenti stabili non sono certamente incoraggianti. Un caso esemplificativo su tutti: l’Eurotunnel, il traforo sotto il Canale della Manica, dopo essere costato ai privati 14 miliardi di euro e, indirettamente, ai poteri pubblici altri 20 miliardi, nel corso degli anni ha accumulato miliardi di debiti. Tutti i dati, di fatto, convergono sull’assoluta anti-economicità di un’opera che – per ammortizzare il grande investimento effettuato – avrà bisogno di tassi di traffico e di movimentazione assolutamente sproporzionati rispetto all’attuale tessuto produttivo dell’area. Con la conseguenza – facilmente prevedibile – che nessun privato vorrà impegnare capitali propri in un investimento dai margini di profitto assolutamente dubbi ed incerti, e che sarà lo Stato a pagare i 6 miliardi di euro previsti (che sicuramente lieviteranno nel corso degli anni, mentre al momento ce ne sono soltanto 1,3) utilizzando prestiti e obbligazioni sul mercato finanziario e indebitando ulteriormente i contribuenti italiani per decenni. Infine, sullo sfondo ma con un ruolo di protagonismo assoluto, le infiltrazioni mafiose, la “longa manus” di ‘ndrangheta e mafia sull’ingente massa di risorse che saranno attivate con la costruzione del Ponte. Magistrature, forze dell’ordine, commissioni di studio e d’inchiesta: tutti gli organismi di analisi del fenomeno mafioso convergono sull’idea che il Ponte possa costituire un affare senza pari per le forze criminali, stante la pervasività e il radicamento delle cosche mafiose sul territorio calabrese e siciliano.Da tutto ciò discende la nostra ferma e intransigente contrarietà al Ponte sullo Stretto, una contrarietà di merito, pragmatica e non merament
05/07/2009Info per coloro che arrivano da Reggio Cal. o Villa S. GiovanniOrari utili per arrivare a Messina per le 18 – Piazza Cairoli - e tornare la sera. Treni: RC VILLA S. GIOVANNI 13.29 -13.57, 13.35 -13.57, 13.54 -14.42, 14.05 -14.20, 14.06 -14.35, 14.12 -14.35, 14.18 -14.42, 14.29 -14.58, 14.35 -14.58, 15.18 -15.51. VILLA S. GIOVANNI RC 20.14, 20.32, 21.23, 21.54. Navi traghetto F.S. VILLA S. GIOVANNI ME 12.15 -12.50, 12.40 -13.50, 13.15 -13.50, 14.55 -15.30, 15.55 -16.30. ME VILLA S. GIOVANNI 19.50 -20.30, 21.30 -22.10.
05/07/2009Appello del CSOA Cartella di Reggio CalabriaDopo le straordinarie mobilitazioni degli anni scorsi e l'illusorio congelamento operato dal Governo Prodi, la mostruosa sagoma del Ponte è tornata a minacciare lo Stretto di Messina. E fa ancora più paura! Non esiste un progetto definitivo, probabilmente mai ci sarà, ma già si vuole partire con le opere propedeutiche come lo spostamento dell'asse ferroviario di Cannitello e quel delirio di svincoli, raddoppi, gallerie, varianti e viadotti che dovranno collegare il Ponte: l’area dello Stretto trasformata in un immenso cantiere per un tempo indefinito, come è per la Salerno – Reggio Calabria ma con delle ripercussioni probabilmente ancor più pesanti. La classe dirigente, incapace di organizzare un sistema dignitoso di servizi e di trasporto locale nello Stretto, usa la favola del Ponte come risoluzione di tutti i problemi. E mentre si sbandiera questo spauracchio, le Ferrovie dello Stato diminuiscono periodicamente il numero di corse, di navi e quindi di personale, la rivale-commare Caronte&Tourist da l'ennesima mazzata aumentando le tariffe per i non graditi pendolari, non si parla più del progetto di "Metropolitana del Mare" e gli aereoporti di Reggio e Catania degradano progressivamente. Nonostante questo, siamo ancora costretti a sentire professoroni universitari che ci vengono a propinare il solito ritornello del Ponte che porterà "sviluppo", per chi e per cosa non ci è dato sapere! Sicuramente non ne troverebbero vantaggio gli studenti ed i pendolari che attraversano quotidianamente lo Stretto, né la massa di disoccupati calabresi e siciliani che aspettano trepidanti l’apertura dei cantieri, mentre ne godrebbero le solite lobby, le multinazionali e le mafie. Non a caso, in una fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando, il Governo decide di investire ancora nelle grandi opere e nel Ponte, invece di contrastare le migliaia di licenziamenti di cui abbiamo notizia ogni giorno. Noi sappiamo che un sistema integrato di trasporto nello Stretto efficiente, realistico e pubblico è possibile, attraverso il potenziamento e l’ammodernamento delle flotte navali, un migliore utilizzo dei porti e delle infrastrutture ed una riorganizzazione complessiva dei collegamenti: opere sicuramente meno costose ed impattanti del Ponte, ma con il valore aggiunto di creare molti più posti di lavoro duraturi. Per questo noi non vogliamo il Ponte e parteciperemo in maniera convinta alla manifestazione dell'8 agosto a Messina, dietro lo "storico" striscione del movimento NoPonte calabrese che tantissime piazze italiane ha attraversato. A tutte e tutti quelli che per partecipare alla manifestazione dovranno attraversare lo Stretto, diamo appuntamento nel piazzale antistante la stazione di Villa San Giovanni alle ore 15.30. Già dalla sera prima il c.s.o.a. Cartella sarà Zona NoPonte: musica, video e balli per la difesa dello Stretto! C.S.O.A. CARTELLA
05/08/2009Pullman da PalermoManifestazione 8 Agosto 2009 Ore 18.00 Piazza Cairoli - MESSINA Contro il Ponte e per la tutela dei territori Pullman da Palermo - Partenza h. 14 da Piazzale Giotto prezzo € 10,00/12,00 Ritorno da Messina h. 21,30 ca. prenotazioni: Conf.Cobas - P.zza Unità d' Italia, 11 - Palermo Tel. 091 349192 tutti i giorni dalle 17 alle 19.30 mail: c.cobassicilia@tin.it Andrea Ballarò Tel. 320 2477337 mail: andreaballaro@libero.it
05/08/2009Appello dell'Orsa Navigazione per l'otto agostoI marittimi hanno un motivo in più per dire No al Ponte: SALVARE IL POSTO DI LAVORO!!! Ancora non è stata posta la prima pietra e già hanno smantellato il servizio di traghettamento pubblico, questo è il tragico anticipo del futuro che il governo intende riservare ai lavoratori dello Stretto. "CON I SOLDI DEL PONTE SI COSTRUISCANO LE NAVI" è questo lo slogan che l’OrSA porterà al corteo dell’8 agosto, lo spezzone del nostro sindacato sarà composto dai lavoratori di ogni settore aderenti al N.O.L.U. (Nucleo Organizzato Lavoratori Uniti) saranno distribuite le bandiere dell’OrSA e le magliette del N.O.L.U. APPUNTAMENTO 8 agosto ORE 17,30 PIAZZA CAIROLI lato monte, di fronte al Bar Santoro. LO STRETTO E’ DEI MARITTIMI! DIFENDIAMO IL LAVORO!! RESISTIAMO CONTRO IL PONTE!!!
06/08/2009Info per chi viene da fuori MessinaPer chi viene in macchina da fuori Sicilia, conviene lasciare i mezzi a Villa San Giovanni e traghettare. Di seguito gli orari: VILLA S. GIOVANNI RC 20.14, 20.32, 21.23, 21.54. Navi traghetto F.S. VILLA S. GIOVANNI ME 12.15 -12.50, 12.40 -13.50, 13.15 -13.50, 14.55 -15.30, 15.55 -16.30. ME VILLA S. GIOVANNI 19.50 -20.30, 21.30 -22.10. Per chi viene da Reggio Calabria, i treni sono ai seguenti orari: 13.29 -13.57, 13.35 -13.57, 13.54 -14.42, 14.05 -14.20, 14.06 -14.35, 14.12 -14.35, 14.18 -14.42, 14.29 -14.58, 14.35 -14.58, 15.18 -15.51. Da Palermo parte un pullman alle h. 14.00 da Piazzale Giotto prezzo € 10,00/12,00 Ritorno da Messina h. 21,30 ca. prenotazioni: Conf.Cobas - P.zza Unità d' Italia, 11 - Palermo Tel. 091 349192 tutti i giorni dalle 17 alle 19.30 mail: c.cobassicilia@tin.it Andrea Ballarò Tel. 320 2477337 mail: andreaballaro@libero.it. Sempre da Palermo, altro pullman parte alle ore 14.00 da Centro Sociale ExKarcere costo del biglietto 10 euri a/r. Per info e acquisto biglietti scriveteci... http://infoaut.org/Palermo. Un pullman partirà da Ragusa (per info scrivere al nostro sito). Partenza organizzata da Cosenza: appuntamento ore 12.00 all'ingresso autostrada COSENZA (sud). Per info partenze da Catania scrivere al nostro sito. Per tutti coloro che vengono da oltre Stretto, comunque, appuntamento nel piazzale antistante la stazione di Villa San Giovanni alle ore 15.30. In ultimo, per tutti, OCCHIO ALLE USCITE AUTOSTRADALI DI MESSINA. A CAUSA DI LAVORI DI MANUTENZIONE SONO CHIUSE A TURNo. DOMANI CERCHEREMO DI METTERE SUL SITO INFORMAZIONI PIU' PRECISE.
06/08/2009Documento di Italia Nostra SiciliaDopo più di tre anni il Movimento contro il ponte sullo Stretto rinnova la sua mobilitazione verso quest'opera inutile, antieconomica e devastante, sia per l'ambiente sia per la popolazione. L’iter per la sua realizzazione, dopo un'illusoria sospensione, ha ricevuto quest’anno un forte input economico di circa 1 miliardo e 300 milioni di euro per il prosieguo della progettazione affidata alla cordata capeggiata da Impregilo. Le ragioni della nostra opposizione a questa autentica follia sono più che mai valide e attuali. Ed è proprio per gridare forte il nostro dissenso a quest'opera scriteriata che manifesteremo, a Messina, il prossimo 8 agosto 2009: - per dire no al ponte che sta drenando risorse economiche ancora oggi per progettare un'opera che a detta dello stesso coordinatore scientifico del progetto (Ing. Remo Calzona), non è realizzabile; - per dire no ad un'opera che avrebbe un impatto devastante sul delicatissimo patrimonio naturale dello Stretto di Messina, unico al mondo per ricchezza e particolarità, sia in mare sia sulla terraferma; - per dire no alla devastazione della città che diventerebbe un intero cantiere per anni e anni, in una delle zone a più alto rischio sismico del mondo, con piloni giganteschi che poggerebbero su faglie attive "misteriosamente scomparse" dal progetto del 2002, come dimostrato dalle associazioni ambientaliste nel 2003 e come confermato dal coordinatore scientifico dello stesso progetto; - per dire no ad una presunta soluzione di attraversamento dello Stretto che ha costi elevatissimi, mentre si dismette giorno dopo giorno, senza investire quel poco che servirebbe, il traghettamento via nave ed aliscafo, decisamente più sostenibile ed economico. Scendiamo in piazza ancora una volta per sconfiggere "il mostro" che minaccia lo stretto di Messina. VI ASPETTIAMO A MESSINA L'8 AGOSTO, ALLE ORE 18,00 A PIAZZA CAIROLI!!! Altro materiale all'indirizzo: http://www.italianostra.org/sezioni_consigli_regionali/stretto_noalponte.html
06/08/2009MESSINA, GRIDARE NO AL PONTE PUÒ COSTARE CARO Giovane attivista “No al Ponte” denunciato per averlo gridato forte. Il Pdci: Adesso schedateci tutti 6/8/2009 - Venerdì 31 luglio il Ministro della giustizia Angelino Alfano era in città per l’inaugurazione della Fiera convinto che Messina con il Ponte cambierà volto, sarà più appetibile ai turisti e sarà invidiata da tutto il mondo. A volergli spiegare che così non sarà Davide Mangano, 19 anni, attivista del movimento No Ponte che da libero cittadino ha voluto avvicinare il ministro, mentre questi era a passeggio tra i padiglioni della campionaria, per dirgli che lui questa inutile e dannosa opera non la gradisce. Qualche metro lo separava dall’esponete di governo quando la polizia è entrata in azione. Prima lo ha bloccato chiedendogli un documento che appena ottenuto si è attivata per trasferirlo in Centrale. Il giovane manifestante, non comprendendone i motivi, ha opposto resistenza, ed è allora che gli agenti lo hanno trascinato con forza fino all’interno della vettura tra il disappunto della folla presente. Davide Mangano è stato denunciato a piede libero per porto ingiustificato e detenzione di oggetti atti ad offendere (nel portafogli gli è stata trovata una lametta) e poi inoltre per resistenza, violenza e lesioni a pubblico ufficiale. Due agenti sono risultati feriti con prognosi di 8 giorni. Nelle immagini non emergono tracce di colluttazione. E' questa la democrazia che intende questo governo. Il Pdci suggerisce al ministro Alfano di dare ordini ai suoi tutori dell’ordine pubblico di schedarci tutti, perché noi sabato 8 agosto NO AL PONTE glielo grideremo forte. La Federazione Provinciale Pdci Messina
06/08/2009MESSINA, GRIDARE NO AL PONTE PUÒ COSTARE CARO E’ una grande opera inutile, dannosa e con un impatto ambientale altissimo. Per questo sabato 8 agosto sarà fondamentale partecipare alla manifestazione promossa dal comitato locale: il Ponte sullo Stretto non deve esser fatto, la battaglia col governo si può vincere”. Ciro Pesacane, presidente nazionale Forum Ambientalista, aderisce alla protesta dei NO-Ponte garantendo sabato la sua presenza in piazza. “Con l’ultimo decreto anticrisi l’esecutivo regala 1,3 miliardi di euro alla società Stretto di Messina (incaricata per la costruzione dell’opera) – spiega Pesacane – Peccato che ancora non esiste un progetto definitivo. Un’assurdità”. “Il Ponte, oltre a distruggere aree paesaggistiche e naturali, è un’opera vecchia e insicura – aggiunge – Esperti dicono che è carente dal punto di vista tecnico: non risolve il problema del galopping e ha una scarsa valutazione sull’alta sismicità dell’area, sulla tenuta delle saldature della struttura e sui limiti tecnologici attuali per garantire una luce così lunga” “Inoltre questa maxiopera non produce vantaggi nemmeno dal punto di vista trasportistico ed economico – continua l’ambientalista – Gli interventi infrastrutturali che il governo deve fare nella zona sono altri: come la riqualificazione del territorio, la messa in sicurezza antisismica, il traghettamento pubblico dello Stretto e il potenziamento del treno in tutto il Meridione. Se Berlusconi e i suoi ministri non faranno marcia indietro – conclude – si ritroveranno la piazza piena di cittadini pronti a lottare pur di non subire questo ponte, voluto dai potentati economici (Impregilo) ma non dalla gente”.
07/08/2009Comunicato stampa Rete No PonteSabato 8 agosto alle ore 18.00, con concentramento a Piazza Cairoli, CORTEO NO PONTE. • Contro un’opera inutile, devastante dal punto di vista ambientale e paesaggistico e che dilapida enormi risorse pubbliche chiamiamo tutti alla mobilitazione. • Contro il loro “Ponte” fatto di colate di cemento, speculazione e disprezzo per la democrazia chiediamo di ri-orientare la spesa pubblica verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza anti-sismica ed idro-geologica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico nello Stretto. • Oltre 500 adesioni (in crescita continua) di singoli e realtà organizzate, migliaia di adesioni sulle pagine facebook nate spontaneamente, pullman e trasferte organizzate da tutta la Sicilia e da tutta la Calabria, delegazioni da varie città d’Italia, migliaia di visite sul nostro sito (www.retenoponte.it) negli ultimi giorni, questi i primi numeri di una manifestazione che si preannuncia importante. Abbiamo già fermato una volta le procedure per la costruzione del Ponte sullo Stretto. Lo rifaremo nuovamente. Rete No Ponte
07/08/2009Diretta radioL'emittente radiofonica locale RadioStreet, che trasmette sulle frequenze 103,3 FM, seguirà in diretta la manifestazione No Ponte dell'otto agosto. Collegamenti radiofonici verranno effettuati con altre emittenti radio.
07/08/2009Dal Manifesto on-lineInutile e dannoso il ponte sullo Stretto Le adesioni aumentano di ora in ora. E la voglia di protestare, dopo la recente approvazione del decreto anticrisi che stanzia 1,3 miliardi di euro per l’opera, non manca. Malgrado il caldo agostano. Sono previste almeno 5mila persone - non poche - al corteo di sabato contro il ponte sullo Stretto (appuntamento alle ore 18 a piazza Cairoli, Messina). Una mobilitazione promossa dal comitato locale e che vedrà la partecipazione di numerose associazioni ambientaliste (Wwf, Legambiente e Italia Nostra), sindacati di base e alcuni partiti (Rifondazione, Sinistra e Libertà e, forse all’ultimo, anche il Pd messinese). Delegazioni nazionali arriveranno in Sicilia con pullman organizzati, il tam-tam è esploso anche su facebook con decine di pagine nate spontaneamente per esprimere il dissenso verso un’opera «inutile e dannosa» dal punto di vista naturalistico e paesaggistico. Anche se la rete No-ponte sta cercando di spostare l’attenzione verso altri aspetti negativi dell’infrastruttura, come quelli economico-sociali. «Contro il loro ’ponte’ fatto di colate di cemento, speculazione e disprezzo per la democrazia - viene scritto in un comunicato - chiediamo di riorientare la spesa pubblica verso la riqualificazione del territorio, a cominciare dalla messa in sicurezza antisismica ed idrogeologica, ed infrastrutture di prossimità, come il traghettamento pubblico nello Stretto». Ad aprire il corteo sarà lo storico striscione «No ponte», subito dietro le associazioni, a chiudere sindacati e partiti. Intanto il governo va spedito per la sua strada, ignorando le proteste e finanziando, nell’ultimo decreto, 1,3 miliardi per le «opere collaterali» alla maxi-infrastruttura. «E’ pazzesco, non esiste nemmeno un progetto definitivo del ponte», esclama Ciro Pesacane del Forum Ambientalista che ricorda come lo stesso progettista, Remo Calzona, parli ora di opera «non al passo coi tempi». Alcuni problemi tecnici restano irrisolti: non viene evitato l’effetto del galopping ed ha una scarsa valutazione sull'alta sismicità dell'area, sulla tenuta delle saldature della struttura e sui limiti tecnologici attuali per garantire una luce così lunga. In tanti comunque pensano che quello del governo sia tutto un bluff e che l’opera in realtà non si farà mai. «Non bisogna allentare la guardia» afferma invece Gino Sturniolo del comitato locale, che vede nel ponte «un rubinetto con cui il governo regala fondi pubblici a pochi contractors». Sottolinea, infatti, come dietro l’alta velocità o gli inceneritori o altre «opere dannose all’ambiente e alla salute» ci siano sempre le stesse imprese. Impregilo docet. Non sarà come la manifestazione del gennaio 2006, che vide più di 20mila persone protestare a Messina, ma la determinazione è sempre la stessa. (Giacomo Russo Spena)
07/08/2009Documento di epicentro solidale e spazio libero 51 - L'AquilaCar@ compagn@, da quando un tremendo terremoto ha distrutto la nostra città abbiamo girato in tutte le piazze, le assemblee per raccontare la nostra vicenda. Ci sarebbe piaciuto molto essere con voi a Messina perchè nelle vostre istanze ci riconosciamo pienamente: la brutale logica del capitale, che ha reso più grave la nostra tragedia è la medesima che vuole violentare i vostri bellissimi luoghi. Solo la stanchezza di quattro mesi durissimi ci impedisce di essere lì. In questo periodo abbiamo avuto l'abbraccio di tutt@ voi, di tutt@ coloro che hanno avuto la forza di gridare che le catastrofi naturali sono soprattutto il frutto di interessi e di politiche affariste, incontrarvi è stato un barlume di speranza, un motivo di forza tra tanta devastazione. La nostra è stata ed è una tipica tragedia italiana: dove si sono mischiati vari livelli di mancata prevenzione, da quella remota, che dovrebbe presiedere ad ogni forma di trasformazione del territorio a quella più "spiccia" ed evidente, con tre mesi di scosse sottovalutate in maniera criminale. così, senza un piano di evacuazione, senza preallarmare la popolazione, senza che si facesse nulla di fronte ad una strage annunciata, siamo arrivati a quel 6 aprile, quando la nostra città è crollata. Quando sono morte più di 300 persone, quando sono crollati i palazzi della speculazione, la casa dello studente, i luoghi del potere, l'ospedale, le scuole, le università, le semplici case dei contadini. Ma il peggio è venuto dopo, quando sulla catastrofe si sono attivate l'economia della predazione e la sospensione dei diritti. migliaia di persone sono state rinchiuse in veri e propri campi di concentramento, gestiti da quella macchina infernale che è la protezione civile. in nome dell'emergenza, le persone sono state segregate, lobotomizzate, automizzate, ridotte a non essere più autosufficienti. menzogne, propaganda, volontari e poliziotti stanno facendo sì che questa terra sia sempre meno la nostra terra. su di noi si stanno sperimentando, con crudeltà e cinismo, forme e procedure che preludono chiaramente ad una societatà sicuritaria, al fascismo, che qui si respira più che mai. Così mentre le grandi società di costruzione si accaparrano miliardi nei campi si è creata artificiosamente la paura degli "sciacalli", cioè dei diversi, degli extracomunitari. E poi l'offesa del g8, l'utilizzo scandaloso della nostra storia, la violenza militare, mediatica, economica, culturale subita in quegli orrendi giorni dalla nostra gente. ed ancora una volta il coraggio e la generosità de@ compagn@ che con noi hanno voluto alzare la voce in quella situazione tremenda. Fino ad arrivare ad oggi, quando ancora non ci sono risposte reali, quando ancora migliaia di persone sono sfollate e non si è fatto praticamente nulla per favorire il recupero dei moltissimi edifici agibili. in nome dell'emergenza tutto diventa possibile: bertolaso ha imposto come e dove costruire, sta buttando miliardi, sta devastando un territorio costruendo alloggi per migliaia di persone in piena campagna. Quella che fino a poco tempo fa era la "regione verde d'europa", una regione con tre parchi nazionali, con borghi, rocche, chiese, rischia di diventare una preda della speculazione, una discarica, un luogo di nocività. crediamo che questo vada in tutti i modi scongiurato, che le alpi valgano più di un tunnel, che il mare che solca lo stretto sia infinitamente più bello dei piloni di un ponte. con affetto, le compagne e i compagni di epicentro solidale e dello spazio libero 51
07/08/2009Volantino No Ponte di OCAP e PCLNO AL PONTE! SI ALLE INFRASTRUTTURE UTILI! La Sicilia ritorna in piazza contro l'insulto più grande alla sua popolazione, in particolare proprio ai lavoratori e ai giovani: l'inutile e dannoso Ponte di Messina. Il governo Berlusconi ripropone ancora una volta una grande beffa, sottovalutando l’intelligenza dei siciliani, e approfittando anche della mancata chiusura della società Stretto di Messina Spa: promessa, una delle tante, non mantenuta dal governo Prodi. Il governo Berlusconi, uno dei più pericolosi del dopoguerra, per l’attacco alle condizioni di vita dei lavoratori e le devastazioni ambientali del territorio, ripropone la politica delle grandi opere in un momento di profonda e prolungata crisi sociale ed economica del Mezzogiorno ed in particolare della Sicilia, stornando soldi per opere dannose ai fini ambientali, sociali ed occupazionali, con il fine di illudere la gente. Secondo la Dia, l'Ente Investigativo Antimafia, il ponte costituisce un forte impulso per i loschi affari delle famiglie della borghesia mafiosa delle due parti dello stretto: un ricco piatto che intendono spartirsi a spese dello Stato, quindi dei lavoratori, socializzando le perdite e privatizzando i profitti. Un film già visto: i lavoratori e le comunità meridionali non intendono pagare nuovamente il biglietto. Il ponte sullo Stretto è un'opera insensata ingegneristicamente, dai costi enormi, dall'impatto ambientale spaventoso in termini di cementificazione e di rischi, primo su tutti quello sismico. Tra due regioni con infrastrutture interne vergognosamente inadeguate, si pensa di costruire un'opera mastodontica che collega il nulla, che non da nessun beneficio. Altri sono gli interventi di cui ha bisogno la Sicilia, da quelli infrastrutturali basilari (raddoppi ferroviari su tutte le linee esistenti; nuove linee nelle zone mai raggiunte dal servizio; autostrade rimodernate e razionalizzate; valorizzazione dei porti con nuove rotte e flotte ingrandite, per snellire il traffico su quattro ruote e l'inquinamento conseguente, grazie alle autostrade del mare ( altro che dismissioni dei vettori pubblici della navigazione e… lasciare a terra i pendolari per imbarcare i più redditizi mezzi gommati per favorire… i soliti noti armatori….), aeroporto commerciale a Comiso sulla struttura già esistente, a quelli sovrastrutturali della gestione delle risorse economiche, che esistono e sono ingenti, ma sono sempre dirottate verso gli interessi dei capitalisti, che si vogliano chiamare mafiosi o meno. La risoluzione della questione del ponte sullo Stretto passa anche attraverso la creazione di un'alternativa globale al sistema di sviluppo capitalistico, che privilegia il privato sul pubblico, il profitto sul bene comune (vedi l'inquinamento e i morti per i Tir a Messina). Il ponte è uno fra i tanti catastrofici simboli di questo sistema insieme ai C.I.E. per immigrati, alla guerra, alla miseria e allo sfruttamento del capitale sul lavoro. UN PONTE SOLO TRA LE LOTTE Unità d’azione con il movimento dei lavoratori marittimi! Si alla stabilizzazione del posto di lavoro per i marittimi e tutti i settori sociali precarizzati o in corso di licenziamento: dall’ATO 3, all’Atm, al McDonald, ai lavoratori dei servizi, scuola, sanità ecc., alla Rodriguez. La tragedia del “Segesta Jet”, che ha causato morti e feriti, ripropone con forza il problema della sicurezza della navigazione nell’area dello Stretto. LOTTIAMO PER IL POTENZIAMENTO DELLA NAVIGAZIONE PUBBLICA E PER LA SUA SICUREZZA- PER GRANDI FINANZIAMENTI FINALIZZATI ALLA PREVENZIONE DAL RISCHIO SISMICO NELL’AREA DELLO STRETTO, E PER LA RICOSTRUZIONE DELL’ABRUZZO CON UNA PARTE DELLE RISORSE DESTINATE PER IL PONTE- UNITA’ D’AZIONE NELLE LOTTE (dalla Val di Susa a Messina), TRA I MOVIMENTI CHE COMBATTONO LA DISTRUZIONE DEI BENI COMUNI (ACQUE, ARIA, ECC) E IL MOVIMENTO DEI LAVORATORI, CHE PROPONE UN NUOVO PROGETTO DI CIVILTA’ CHE FERMI QUESTA BARBARIE: UN PROGETTO COMUNISTA
08/08/2009Comunicato Stampa Rete No PonteCOMUNICATO STAMPA Una straordinaria manifestazione No Ponte partecipata da 8000 persone ha percorso oggi le strade di Messina. Al corteo hanno preso parte delegazioni da tutta la Sicilia e la Calabria, con presenze anche da altre città. Nel corso del comizio finale sono intervenuti circa 30 rappresentanti delle varie realtà presenti. In questi mesi di preparazione del corteo qualcuno ci aveva consigliato di lasciar perdere, di non rischiare, perché il periodo non era adatto, perché il clima politico non era adatto, perché era difficile confrontarsi con la straordinaria manifestazione del 22 gennaio 2006. Come se il successo di quella iniziativa potesse essere un’ipoteca per le mobilitazioni successive. Ma evidentemente abbiamo avuto ragione ad insistere, perché coglievamo sul territorio ed, in generale, nel movimento la necessità di ridare voce e corpo ad una istanza, quella contro il ponte, che è anche il simbolo di tutte le lotte contro le devastazioni territoriali. Il ponte sullo Stretto è un disastro economico e sociale prima ancora che ambientale e paesaggistico. Produce danni anche oggi che i cantieri non sono stati ancora avviati in quanto copre il vuoto di qualsiasi politica che pensi al futuro del nostro territorio e del Sud in generale. Per questo la nostra lotta è diventata vertenziale. Non è più solo un No. Noi vogliamo che le risorse pubbliche preventivate per il ponte vengano spese per la messa in sicurezza sismica delle nostre abitazioni, per il riassetto idrogeologico del territorio, per il potenziamento del trasporto pubblico nello Stretto. Per questi motivi siamo in piazza oggi in questo atto che è un nuovo inizio del movimento. Lavoreremo fino alla fine perché la scelta dell’avvio dei lavori rientri ma se dovessero dare il via alla cantierizzazione noi saremo lì per contrastarli. Questa grande manifestazione ci dice che possiamo fermarli. E lo faremo. Rete No Ponte
11/08/2009Il movimento no ponte e le bandiere rosseSecondo qualcuno “al corteo di sabato c’erano troppe bandiere rosse”. E’ vero, c’erano molte bandiere rosse. Non credo fossero troppe. Sarebbe stato meglio che ce ne fossero state di più. C’erano anche bandiere gialle (quelle di Legambiente), c’erano anche bandiere arancioni (quelle dell’Orsa), c’erano bandiere bianche (quelle col panda del Wwf), c’erano poi le bandiere multicolori dell’Arci, quelle con variazioni di giallo della Cub, quelle rosse e nere degli anarchici, c’erano quelle con i colori della Sicilia degli indipendentisti, c’erano, poi, bandiere no ponte di ogni tonalità. Perché, allora, prendersela tanto con le bandiere rosse? I critici critici che lanciano questi anatemi si sono accorti che in testa al corteo e sul camion non c’erano bandiere? Si sono accorti che nell’intervento finale della Rete No Ponte (che è ad adesione individuale e non d’organizzazione) non è stata citata alcuna sigla? Si sono accorti che ci sono stati 30 interventi dal microfono e che, quindi, hanno parlato tutti quelli che hanno voluto farlo? Il movimento no ponte è costituito da chi lo fa? I centri sociali, questi cattivissimi ragazzi che notoriamente hanno devastato la città ad ogni corteo, ci sono sempre stati, esprimendo molta più sensibilità di tanti critici critici che son bravi con le parole ma non distribuiscono un volantino neanche a pagarli. I sindacati di base ci sono sempre stati e ci saranno anche quando ci sarà da fermare le ruspe. La sinistra cosiddetta radicale c’è sempre stata e ci sarà ancora in futuro. Soprattutto, ai cortei no ponte ci viene da sempre tanta gente. Dai 700/800 del 2002 ai 10000 dell’otto dicembre 2004, dai 6000 dell’agosto 2005 ai 20000 del 22 gennaio 2006 agli 8000 di sabato scorso. Tranquilli non sono tutti pericolosi comunisti. Ci vorrebbe ancora più gente? Le manifestazioni dovrebbero essere ancora più partecipate? Certo, e ci impegneremo ancora di più. Sarebbe meglio che l’identità di movimento prevalesse su quelle di partito e d’organizzazione? Certo, e magari, se qualche critico critico desse una mano sarebbe anche più facile. Ma chiedo, quante e quali manifestazioni a Messina sono così partecipate? Qualcuno ci ha criticato per aver detto che il PD non c’era. Non lo abbiamo mai fatto. In corteo c’erano tanti iscritti al PD e anche alcuni circoli del Partito. Tra le adesioni abbiamo avuto, con piacere, quella di Rita Borsellino e del Segretario provinciale. Non abbiamo avuto l’adesione del Partito, e ce ne dispiace. Eppure l’abbiamo richiesta fino all’ultimo giorno. Lo stesso abbiamo fatto con la CGIL, i cui militanti erano ugualmente presenti in corteo in gran numero. Ricordo invece ai sostenitori del ponte, che minimizzano la nostra presenza in piazza, che alla manifestazione del sì al ponte organizzata da Lombardo, Cuffaro e tutto lo stato maggiore della politica siciliana parteciparono la metà dei manifestanti di sabato. E dire che li avevano portati qui con cestino, paletta e secchiello. Per il resto, gli altri partiti e sindacati sono tutti a favore del ponte. Questo lo sapevamo già prima, ma non ha impedito al movimento di crescere. E’ stato il movimento a fermare la prima volta le procedure relative alla costruzione del ponte e sarà il movimento a fermarle di nuovo. Davanti a noi abbiamo un compito difficile. Il corteo di sabato ha avuto il merito di avere intrecciato le tematiche ambientali con quelle del lavoro e della gestione del territorio. Ha avuto, inoltre, il pregio di iniziare ad articolare un piattaforma rivendicativa che chieda un utilizzo diverso delle risorse destinate al ponte. C’è molto lavoro da fare. Gli attivisti che si sono impegnati in questi mesi per costruire la manifestazione dell’otto agosto ci saranno senz’altro. Luigi Sturniolo
12/08/2009CSOA Cartella (RC): Sulla manifestazione NoPonte dell'8 agosto A qualche giorno dalla straordinaria manifestazione contro il Ponte che sabato 8 agosto ha attraversato la città messinese, e con ancora in testa gli slogan ed i cori urlati a squarciagola, vorremmo anche noi esprimere qualche considerazione sul significato della giornata. Il primo dato, incontrovertibile nonostante il solito balletto dei numeri, è quello di una manifestazione riuscita, di un movimento NoPonte vivo e vegeto, capace di dare una risposta che non si aspettavano né i sostenitori dell’opera, né molti di coloro che il Ponte dicono di non volere: nonostante lo scetticismo che ha accompagnato la fase di preparazione del corteo e lo “stiamo a vedere” di alcuni, la forte partecipazione popolare ha dimostrato che il lavoro fatto negli ultimi anni ha portato al radicamento delle posizioni nopontiste tra gli abitanti dello Stretto. La convinzione che costruire il Ponte significherebbe mettere una pietra tombale sull’area dello Stretto si è trasformata in una partecipazione gioiosa, festosa, colorata ma determinata nel voler difendere questa terra. Una ferma risoluzione rappresentata dal grande striscione di apertura del No al Ponte, seguito però da tanti altri striscioni, tante lotte territoriali, tante tematiche diverse ma accomunate dall’avversione al modello di “sviluppo” imperante: dalla solidarietà ai lavoratori dell'Innse di Milano alle rivendicazioni dei migranti venuti da Rosarno, da chi lotta per impedire la realizzazione di impianti inquinanti a chi combatte contro la mancanza di acqua nei nostri rubinetti. Tutto questo nonostante il silenzio dei mass-media! Forse i signori del Ponte dovranno foraggiare ancora di più quella stampa che in questa occasione si è limitata a non degnare di uno straccio di articolo, di un trafiletto in ultima pagina, la più grande manifestazione “agostana” della storia del movimento NoPonte. E infatti solo una stretta connivenza tra chi gestisce l’informazione e la lobby del Ponte può giustificare il comportamento di alcuni, troppi, organi di informazione. Abbiamo appreso, durante il comizio seguente al corteo, per bocca dell’Assessore all’Urbanistica Michelangelo Tripodi, che la Giunta regionale calabrese è contraria alla realizzazione del Ponte. Se queste affermazioni sono vere allora noi ci aspettiamo risposte coerenti, ci aspettiamo l’uscita della rappresentanza della Regione dal CdA della società-carrozzone del Ponte e che conseguentemente cessino i finanziamenti regionali alla Stretto di Messina, ci aspettiamo un reale impegno per la realizzazione di un sistema serio di trasporto integrato nello Stretto, per il quale già esiste diversa letteratura e che proviamo a sintetizzare brevemente: distribuzione delle diverse tipologie di traffico sui porti di Gioia Tauro, Villa San Giovanni, Reggio Calabria, Messina e Tremestieri, più il recupero del porto di Saline e la costruzione di quello di Bolano, la realizzazione della Metropolitana del Mare, il potenziamento e l’ammodernamento della flotta navale, l’adeguamento della SS106, la fine dei lavori (se mai ci sarà!) dell’A3, investimenti efficaci sugli aeroporti di Reggio e Catania e sulle Ferrovie. Questa è la vera grande Opera necessaria al territorio, che può portare lavoro duraturo e diffuso nell’area, non la “barzelletta” del Ponte, affare per pochi! Reggio Calabria, 11 agosto 2009
21/07/2011ProvaAdesso che ne so

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